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Buen Camino

Domenica 25 Gennaio 2026 17:46 Pubblicato in Recensioni

Sono lontani i tempi in cui uno Zalone alla sua prima esperienza cinematografica faceva ridere davvero, con quella comicità un po' naif, un po' scorretta ma così vera, spontanea e genuina. In buen camino c'è una parvenza del comico di razza, un' eco lontana della sua bravura. La prima parte è diesel, stenta a decollare, si aspetta con ansia che il film ingrani, che regali qualche battuta esilarante che rimanga impressa e magari la si utilizzi in altri contesti come ci ha abituati molte volte la sceneggiatura dei suoi precedenti lavori ma nulla. Assistiamo a battute scontate, alcune fuori luogo, altre oltre tempo massimo, alcune anacronistiche anche. Non ci sono trovate fantasiose, originali e il racconto procede a tappe, le stesse che lo vedono impegnato in uno dei pellegrinaggi più famosi del mondo. Il cammino di Santiago è il teatro in cui si esprime la sua battuta, ma è un terreno non così fertile per la sua comicità. Non più così intelligente ma non ancora così stanca. Qualcosa si salva anche se la pellicola sembra essere divisa in due parti che non dialogano alla perfezione.

Il film è tiepido, non ci si affeziona al personaggio che tanto ricorda qualcuno di davvero esistente e quasi ci dispiace che il suo Zalone non sia semplicemente la caricatura esagerata di qualcuno che è reale ma quasi smorza e trattiene gli eccessi di chi è abituato a fare di peggio con la sua e la vita degli altri. Tutto troppo poco convincente in questa storia che sa molto di buonismo ma dimentica che si può fare ridere senza per forza scomodare la religione, le guerre passate e quelle drammaticamente ancora in corso. Temi già esplorati e cari al vecchio Zalone appaiono invece sciapi, senza la giusta collocazione. Si rimane con la voglia di ridere perché non si viene accontentati fino in fondo. Il finale è malinconico, triste. Ha il sentore di un addio più che di un arrivederci. C'è una dedica, un augurio e forse anche un ringraziamento perché nonostante tutto si può ancora accordare fiducia a chi ha già dimostrato di avere talento in passato.

Il grande ritorno non convince del tutto. Rimane un tentativo di emulare quello che si è proposto in passato ma senza crederci più di tanto. E questa  prova poco incisiva ha il sapore di scelte democristiane fatte un po' per accontentare tutti, per non scomodare nessuno. Un Checco Zalone che è invecchiato insieme ai suoi film migliori. Peccato. 

Virna Castiglioni

Divine Comedy

Giovedì 15 Gennaio 2026 17:41 Pubblicato in Recensioni

Interessante racconto di meta cinema quello di Ali Asgari. Dall'interno, dal suo personale punto di vista. La sua opera è il racconto delle difficoltà che un intellettuale, un cineasta affronta nell' Iran per veicolare la sua arte. Un cinema di denuncia sottile e arguta. Una disamina particolareggiata di cosa significhi per un artista fare sentire la propria voce. Arte che non andrebbe mai fatta passare sotto le forche caudine della censura.

In un paese dove vige una ferrea dittatura anche la volontà di proiettare un film girato in una lingua che non è quella ufficiale voluta dal regime costituisce un problema. Come in tutti i Paesi del mondo anche l' Iran non è immune da corruzioni e raggiri e ci sono i soliti metodi non ortodossi per ungere la macchina e ottenere quello che si vuole. Per chi riesce ad aggirare divieti assurdi ma non cerca scorciatoie, i muri sono sempre altissimi. A chi non è disposto a piegarsi al sistema non rimane che provare a scardinarlo con arguzia.

Il film è anche una dedica speciale al cinema, al mondo della celluloide, è un ringraziamento alla settima arte e sono tantissimi i riferimenti cinematografici disseminati lungo la pellicola oltre alle citazioni letterarie che fanno di questo piccolo film un grande film. Capace, nello spazio di poco più di un' ora, di mostrare in modo indiretto senza perdere efficacia e mordente cosa si sia costretti ad inventarsi per poter mostrare il frutto del proprio lavoro, schivando minacce ed evitando ritorsioni. Un atto di coraggio che diventa manifesto di una generazione che ha trovato un modo diverso per fare arrivare lo stesso messaggio di protesta e di dissenso in modo forte e chiaro. Senza sollevare polveroni, utilizzando armi più sottili e intelligenti. 

Un cinema che strizza l'occhio al nostro Nanni Moretti e attinge a piene mani da Woody Allen ma riesce a trovare una sua cifra stilistica personale che cattura e convince. Con pochi mezzi raggiunge un grande obiettivo. Anzi più di uno. Divertire, informare, fare riflettere, prendere posizione, acculturare. Cosa difficile oltreché rara. 

Virna Castiglioni

SU PRIME VIDEO LA COMMEDIA A PASSO DI DANZA "SBALLO PER TE"

Lunedì 19 Gennaio 2026 22:01 Pubblicato in News

Comicità, danza latino americana e tanto sentimento. È arrivata su Prime Video la commedia a passo di danza “Sballo per te”, diretta da Massimo Scalici, con protagonista Fernando Sosa, affiancato da Ivan FioreRoberta Barberi e Yovanny Moreta “Chiquito”.

Prodotto da Tito Petronio e Fernando Sosa per Anerica Production, il film racconta la storia di Santiago Torres (Fernando Sosa) è una vera e propria star del mondo latino-caraibico. Vive a Milano ed è il carismatico leader della Torres Company, una compagnia di danza di livello internazionale con cui calca i palcoscenici più prestigiosi e vince competizioni in tutto il mondo. Il successo, però, ha un prezzo: stress eccessivo e ritmi frenetici lo portano sull’orlo di un esaurimento, tanto che il medico gli impone di rallentare drasticamente.

Nel frattempo, in un piccolo paese dell’entroterra siciliano, Rosario (Ivan Fiore), personaggio irruento, buffo e profondamente umano, si improvvisa guida turistica per sostenere l’agriturismo che gestisce con la sorella Maria. I due si prendono cura della zia Lina, donna saggia e affettuosa, molto amata da tutto il paese. Lina attende da anni notizie del nipote Michele, trasferitosi a Milano e ormai irreperibile. Per non farla soffrire, Rosario le scrive finte lettere, fingendosi Michele e rimandando di volta in volta il suo ritorno a Roccalini, un paese dove la tecnologia sembra non esistere.

 

Le due storie si intrecciano quando Santiago arriva in Sicilia per un contest di danza. A causa di un banale incidente in aeroporto, perde la memoria. Rosario, intuendo l’occasione, non esita a trasformarlo nel “cugino Chef Milanese” tanto atteso dalla zia Lina. Da questo equivoco nasce una vicenda surreale, tenera e divertente, capace di mescolare risate, emozione e ritmo.

Un film tra commedia e danza

“Sballo per te”, mescola i toni della commedia leggera per tutta la famiglia ai ritmi della danza latino-americana, grazie ad un cast composto in parte da grandi professionisti della danza latino-caraibica, insieme a comici e attori molto amati dal pubblico, tra cui Valentino Pizzuto e Ivan Fiore, entrambi con importanti collaborazioni televisive e teatrali (Zelig, Colorado, Bulldozer, Ficarra e Picone).

Non mancano una componente romantica, momenti di tenerezza e malinconia, e una colonna sonora originale, intensa e coinvolgente, firmata dallo stesso Massimo Scalici, che spazia da brani prettamente in stile Latino Americano (caraibico) con arrangiamenti e composizioni salsere originali, fino alle melodie tipiche dello stile commedia romantica completamente suonate dall’orchestra sinfonica.

Le location

Il film attraversa l’Italia con uno sguardo lontano dai luoghi comuni. Milano e Palermo sono presenti in modo mirato: il Duomo, San Babila e alcune strade iconiche del centro milanese, così come il Teatro Politeama di Palermo, che nel racconto ospita la competizione finale. Buccinasco, sede reale della Sosa Academy, diventa nel film la sala prove della Torres Company.

La vera protagonista visiva del film è però la Sicilia. Il paese immaginario di Roccalini prende vita grazie alla collaborazione delle amministrazioni di Petralia Sottana e Geraci Siculo, oltre al prezioso supporto di amici e realtà locali delle province di Alcamo e Castellammare del Golfo, che hanno messo a disposizione abitazioni private e attività commerciali. Il risultato è un mosaico di borghi antichi, panorami suggestivi e location di grande fascino.

Sarà disponibile a partire dal 25 Dicembre 2025 su Prime Video Troppa famiglia di Pierluigi Di Lallo (AmboNati 2 volte Amici per la pelle), girato nel 2020 in piena pandemia e che, presentato all’Italian Contemporary Film Festival (ICFF) di Toronto, ha conquistato al Fara Film Festival i premi per il miglior regista e per la migliore colonna sonora.

Tra amara comicità e cinismo, lo spaccato sociale di un microcosmo familiare e le sue dinamiche complesse collocato in un 2020 che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva e che vede nel cast Antonello FassariDaniela GiordanoRicky MemphisClaudia PotenzaAlessandro Tiberi, Riccardo Graziosi e il giovanissimo esordiente Pietro Santercole, con la partecipazione di Rocío Muñoz Morales

Inverno 2020. In un piccolo centro abruzzese l’emergenza Covid-19 è solo all’inizio, circoscritta, apparentemente, a una sola zona d’Italia. Alfredo e Felicetta Buongarzone, commerciante in pensione lui e operatrice ecologica lei, entrambi vedovi ciascuno con un proprio figlio, Filippo e Giacomo, sono felicemente sposati da più di trent‘anni in seconde nozze, dalle quali è nata Maria Concetta. I figli maschi, ormai grandi e sistemati, vivono lontano. Giacomo è sposato con Samantha, artista di burlesque. Solo Maria Concetta è ancora a casa ma prossima al matrimonio con un facoltoso olivicoltore locale, Marcello. È arrivato il momento per i due coniugi di potersi dedicare a loro stessi e ai loro sogni. Approfittando di “Quota 100” Felicetta anticipa la pensione e con Alfredo progetta segretamente di cambiare vita, trasferendosi in Portogallo. Comunicano ai figli la loro decisione, il 29 Febbraio, compleanno di Alfredo e del nipotino Andrea, quando tutta la famiglia, come da tradizione, si riunisce per festeggiare. Ma una serie di colpi di scena porta alla luce molte verità taciute, egoismi e rivendicazioni.

Il regista dichiara: “Per raccontare questa storia, ho scelto uno stile ironico, sarcastico, a tratti struggente, ricco di sfumature nel caratterizzare i personaggi e di colpi di scena che deviano continuamente il corso della narrazione. Gli sforzi dei due ‚eroi‘, Felicetta e Alfredo Buongarzone, i genitori che sognano di emanciparsi dai figli, l’empatia per il loro sogno di iniziare una nuova vita in un ‚altrove‘ che consenta loro di realizzarsi oltre gli obblighi parentali, catapulta lo spettatore nel pathos: ‚riusciranno i nostri eroi a realizzare il loro sogno?‘“.

 

Prodotto da Alessandro GattoGiorgio Bruno, Mariella Maurizio TuccioTroppa famiglia è una produzione Gatto FilmExplorer Entertainment Variety Distribution in collaborazione con Germano Del Conte per ICTA.

Sceneggiato da Pierluigi Di LalloDaniela Giordano Riccardo Graziosi, include nel cast tecnico-artistico il direttore della fotografia Rocco Marra, il montatore Angelo D’Agata e gli autori delle musiche Umberto Smaila Silvio Amato.

Su Prime Video a Natale 2025, Troppa famiglia è distribuito da Showlab.