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Prodotto da Flat Parioli srl, arriva nelle sale cinematografiche il 23 Febbraio 2026 Angelus tenebrarum, diretto dal romano Dario Germani.
Angelus tenebrarum è un’immersione in fotogrammi nei territori del maligno che rappresenta per Germani il proseguimento del suo personale percorso nell’ambito dell’horror, genere che ha già affrontato attraverso Antropophagus II, Antropophagus: Le origini, The slaughter – La mattanza, Revival, L’isola maledetta e Lettera H, quest’ultimo ispirato ai fatti di cronaca nera legati al Mostro di Firenze.
Dopo la morte del fratello, Erika sprofonda in un abisso di dolore, ma nel buio che la avvolge si annida qualcosa di antico e oscuro. Un prete dovrà sfidare il Male originario per strapparla alla dannazione.

Il regista dichiara: “Con Angelus tenebrarum mi sono cimentato in un genere di film che non lasciava spazio alla mia creatività collaudata: quella della messa in scena degli effetti gore. Ho invece dovuto fare i conti con la paura più nascosta, il dubbio che ci sia veramente qualcosa di non palesato ma più terribile del villain violento e sanguinario. Insieme allo sceneggiatore Giacomo Ferraiuolo abbiamo studiato gli esorcismi paleocristiani e le particolarità sul tema possessione nei luoghi dove andavamo a girare. Infatti, il film ha scene in Ungheria, dove si svolge la maggior parte della storia, a Malta, dove si tengono gli esorcismi, in Tunisia e a Roma, centro della cristianità. Insieme all’attrice protagonista Ilde Mauri, inoltre, siamo andati a confrontarci con un vero esorcista riconosciuto dalla Chiesa, il quale ci ha fornito le linee guida della pratica di esorcismo dandoci la validità della nostra messa in scena. Ho cercato poi di conferire la spettacolarità necessaria portando gli esorcismi a giorno e su una scogliera a Malta, trasferendo così alla luce del sole ciò che si è sempre raccontato in notturna”.
Sceneggiato da Giacomo Pio Ferraiuolo, Angelus tenebrarum vede protagonisti Ilde Mauri, Ermanno De Biagi e Giuditta Niccoli, all’interno di un cast comprendente Klara Gonda, Robert Madison, Mario De Candia, Beatrice Simonetti, Daniel Franchi, Veronica Egidi, Ilio Vannucci, Giada Orlandi e lo stesso Germani nel ruolo di Alexander.
Dario Germani si occupa anche della fotografia, mentre le scenografie sono di Alessandra Martelli, i costumi di Antonella Balsamo e Federico Pinna, le musiche di Simone Pastore e gli effetti speciali di trucco di David Bracci, con montaggio a cura di Lorenzo Fanfani e VFX di Flat Parioli.
Dal 23 Febbraio 2026 al cinema, Angelus tenebrarum è distribuito da World Movies.
La prestigiosa manifestazione Ciak Film Festival, tenutasi a Roma e giunta alla quinta edizione, ha visto quest’anno trionfare volti noti del nostro cinema, da Adelmo Togliani a Maurizio Battista, da Gabriele Cirilli a Benedicta Boccoli, a Brando Giorgi a Francesca Antonelli, Diego Verdegiglio e molti altri, sotto l’abile direzione artistica di Stefano Madonna.

Nadia Bengala e Pierfrancesco Campanella hanno ricevuto il riconoscimento per il cortometraggio 2020: Odissea nello Spazio Covid, diretto dallo stesso Campanella, rispettivamente come migliore attrice e miglior autore della sceneggiatura.
Questo lavoro, a tematica sociale, è stata una scommessa vinta, visti i consensi che sta ottenendo anche fuori dai nostri confini, come dimostrano i riconoscimenti agli Champs Elisée Awards, ai Tulipani di Seta Nera, al Festival dei Castelli Romani.
2020 Odissea nello Spazio Covid, prodotto da Paolo Di Gravio e Fabrizio Rampelli, è interpretato, oltre che dalla Bengala, da Franco Oppini, Luciana Frazzetto, Nicholas Gallo e Massimiliano Virgilii, con un particolare cameo bergmaniano del regista nel ruolo della Morte.
Ricordiamo che si tratta di una storia vera: quella del produttore Paolo Di Gravio, tra i primi a contrarre il micidiale virus, arrivando ad un pelo dall’esito letale della malattia, per poi guarire miracolosamente grazie alla dedizione e alle amorevoli cure della struttura ospedaliera dove era ricoverato.
La peculiarità di questo mini-film è nel modo delicato e in parte ironico con cui Pierfrancesco è riuscito a trattare una materia tanto drammatica e oscura come quella della pandemia. Un modo per esorcizzare quei momenti terribili, senza retorica e facili lacrime, ma con il significativo messaggio che anche da eventi nefasti possono arrivare preziosi insegnamenti di vita.
Pierfrancesco, nel corso della premiazione del Ciak Film Festival, ha confessato che in un primo momento aveva rifiutato la proposta di realizzare questo lavoro, perché l’argomento è troppo triste, oltretutto molto distante dal suo mondo artistico che privilegia thriller, violenza, sangue, e, qualche volta, nudi a volontà. La stessa Bengala aveva delle perplessità, ma alla fine ha accettato, e, visti i risultati, ha fatto benissimo!
Il bullismo subito da Nunzio Bellino non ha solo calpestato la sua dignità: lo ha trascinato sull’orlo dell’autodistruzione.
Anni di umiliazioni, isolamento e violenza psicologica hanno scavato in profondità, giorno dopo giorno, lasciando ferite invisibili ma devastanti. Quando una persona viene colpita continuamente, privata del rispetto, derisa per il proprio corpo e messa a tacere, il rischio più grande è perdere il legame con se stessi, fino a non riconoscersi più.
Alla violenza subita nella vita reale si è aggiunta quella, altrettanto crudele, del cyberbullismo. Sui social, nascosti dietro schermi e profili anonimi, alcuni individui hanno riversato odio puro contro di lui, prendendo di mira la sua pelle elastica e la sua malattia rara, la Sindrome di Ehlers-Danlos.
Frasi come “Sei un mostro”, “Fai schifo”, “Datti fuoco”, “Bruciati” non sono semplici insulti: sono coltellate psicologiche che possono spingere una persona a desiderare di scomparire.
Nemmeno la scuola è stata un luogo sicuro. Anche lì Nunzio veniva preso in giro, deriso, marchiato come “diverso”. Un accanimento continuo che lo ha fatto sentire solo, colpevole di esistere, come se la sua stessa presenza fosse un errore.
L’autodistruzione non nasce dal nulla. È il risultato di una sofferenza ignorata, di un grido d’aiuto rimasto inascoltato. Il bullismo, soprattutto quando si somma al cyberbullismo, può far credere che non esista via d’uscita, che il dolore sia l’unica identità possibile. È una conseguenza tragica di una violenza che troppo spesso viene minimizzata, giustificata o ridotta a “scherzo”.

Eppure, la storia di Nunzio Bellino dimostra anche che il dolore può trasformarsi in testimonianza, se qualcuno sceglie di ascoltare.
Oggi Nunzio è attore e personaggio televisivo, diventato simbolo della lotta contro il bullismo grazie a numerose ospitate TV e, in particolare, al sostegno di Eleonora Daniele, che a Storie Italiane lo ha consacrato come voce dell’antibullismo.
Attraverso il cinema e la scrittura, Nunzio racconta la sua storia per dare voce a chi voce non ne ha. Lo fa con cortometraggi come “Elastic Heart”, diretto da Giuseppe Cossentino e disponibile su Amazon Prime, e con libri come “L’Uomo Elastico” e “Cuore Elastico”.
Proprio grazie alla fiducia del regista e sceneggiatore Giuseppe Cossentino, che ha creduto nel suo talento attoriale, Nunzio è riuscito a uscire dal buio, trasformando le ferite in forza creativa.
Oggi affronta il bullismo a testa alta. La sua arma non è l’odio, ma il sorriso. Un sorriso che non nega il dolore, ma lo supera. Un sorriso che dice ai bulli che non hanno vinto.
Nessuno dovrebbe mai essere spinto a distruggersi per colpa dell’odio altrui.
Contrastare il bullismo — a scuola, sul web, nella società — non è solo una battaglia culturale: significa salvare vite.
La storia di Nunzio Bellino non è solo una denuncia. È un monito. E una speranza.