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16 Ott

After The Hunt - Dopo la caccia

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Un film dalla trama complessa che cerca di parlare da più punti di vista di un tema scottante che suscita sempre dibattiti accesi e anche qualche interesse morboso. Quando qualcuno solleva un problema di abusi in un tempio di cultura (qui siamo a Yale in una delle Università americane storiche ma anche più prestigiose) si pensa che la vittima lo faccia per dare scandalo oppure perché con il suo esempio possa davvero fare cambiare il sistema. In questo caso i fatti non sono noti e la regia ottunde fino alla fine la verità (forse perché non ne esiste mai una sola in certe circostanze o anche semplicemente perché non è importante saperlo) ma quello che è interessante è quello che si sviluppa intorno ad un' accusa vera o presunta che sia. Il film non è un giallo vero e proprio e poco importa sapere chi mente e chi dice la verità. Le conseguenze di determinate azioni sono invece il focus che viene analizzato come se si trattasse di un esperimento di laboratorio. Altro tema interessante è l' integrità e la virtù dei personaggi che si muovono sulla scena. Hanno tutti qualcosa da nascondere e fanno di tutto perché tutto quello che di marcio c'è in loro non venga fuori e tutto quello che di marcio hanno fatto fuori venga nascosto dentro, celato agli altri il più a lungo possibile, magari per sempre. Una dicotomia che aliena e ammala. La professoressa così colta e forbita ha bisogno di pillole per alzarsi, non ne fa mistero e pur di averle è capace anche di falsificare e mentire. Conserva un segreto che non è  disposta a condividere nemmeno con chi le è accanto. Il giovane professore aveva una relazione clandestina con la stimata professoressa ma sempre un debole per ognuna delle sue giovani studentesse. E infine l'allieva viziata e ricca non ha meriti propri ma rischia di essere considerata la più brillante perché chi ha soldi ha anche più chances di riuscita sociale. Il mondo accademico non fa eccezione. È un ambiente che non procede in modo limpido e cristallino sempre e comunque ma per convenienza riesce benissimo a chiudere un occhio e, se necessario, a chiuderli entrambi mettendo a tacere illazioni e sospetti che possono sollevarsi da più parti. Il cast che mette insieme Guadagnino è da brividi. Sono tutti perfetti, recitano senza sbavature, in perfetta simbiosi con chi interagisce con loro. Il regista crea qualcosa di originale, lo fa con la consueta perizia che lo contraddistingue, ma trova anche gli interpreti giusti per mettere in scena una storia che colpisce per la sua freddezza, per la precisione maniacale con la quale vengono presentati e sviscerati i retroscena che si celano dietro la facciata puritana e perbenista di un mondo che sulla carta dovrebbe essere irreprensibile ma nella realtà è inquinato, tanto quanto altri ambienti meno blasonati. Senza macchia o peccato, solo in apparenza. Un altro film che consacra Guadagnino regista colto, raffinato e il più internazionale fra i maestri della settima arte nostrana. Criptico, ostico ma anche elegante e rigoroso nella sua visione così precisa e ricca di dettagli. 

Virna Castiglioni

 

  • Regia: Luca Guadagnino
  • Paese: USA/ Italia, 2025
  • Genere: Thriller
  • Durata: 139'
  • Cast: Julia Roberts, Andrew Garfield, Ayo Edebiri, Michael Stulbarg
  • Valutazione: 4

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