La trama è elementare, basica, povera di elementi, essenziale, comprensibile da chiunque senza eclatanti sorprese. Seguibile anche da chi non ha visto i due capitoli precedenti della saga. Un programma di intelligenza artificiale chiamato Ares viene inviato sulla terra per una missione speciale e per farlo interagisce con il genere umano. Curioso il nome scelto. Il Dio della guerra fa pensare ad un essere pensato per portare contrasto e non aiuto e collaborazione ma gli intenti di chi lo ha programmato verranno sovvertiti da una coscienza che non sembra possibile essere insita in un algoritmo e invece è presente e porterà inevitabile scompiglio. Ecco la prima trovata di un film che non ha tanti altri assi nella manica giocando il tutto per tutto su un impatto visivo davvero poderoso e una colonna sonora davvero incisiva.
La "Dillinger" e la "Encom" sono due aziende che hanno lo stesso Know how ma la loro mission è differente, anzi divergente. Se i primi vogliono solo primeggiare e fare soldi, i secondi hanno fini più nobili e l' intelligenza artificiale è vista come un' aiuto per il genere umano, da perfezionare e consegnare soltanto per scopi buoni.
Per mettere al servizio dell' umanità le scoperte scientifiche e tecnologiche e rendere questo desiderio realtà è necessario riuscire a trovare la formula di permanenza perché le creazioni artificiali possano resistere nel tempo e non autodistruggersi dopo soli 29 minuti. È poetico che questo risultano fosse già in nuce anni prima e fosse scoperto da chi aveva a disposizione software e hardware non così avanzati come quelli odierni. Un vero miracolo che ha potuto compiersi grazie al sacrificio e alla dedizione estrema di un uomo che univa in se' buone intenzioni e intelligenza pura.
Tron : Ares è tutto qui. Quello che affascina e garantisce che il pubblico non si annoi (anche se lo sbadiglio dopo un po' è dietro l'angolo) sono la cura estetica del progetto, un cast composto da attori in grado di catalizzare l' attenzione (almeno il giusto senza eccellere) e una colonna sonora di forte impatto (ascoltarla è uno dei plus del film).
Un po' poco per fare diventare questo sequel qualcosa di memorabile e suscitare facili entusiasmi. Per rendere più incisiva questa ulteriore parte si sarebbe dovuto spingere e osare nella scrittura dei personaggi, nel cercare di fare sconfinare la trama al di là e fuori dal più scontato dualismo bene/male e anche l' interazione macchina versus umano avrebbe avuto bisogno di maggiore approfondimento.
Tutto sommato però, fra inseguimenti, moto superveloci e una grafica super elegante e performante non ci si può lamentare. Un film di puro intrattenimento visivo che non lascia completamente soddisfatti ma nemmeno delusi. Un mix di buone intenzioni sviluppate al meglio ma che rimangono in superficie senza troppo convincimento.
Virna Castiglioni