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Home » Recensioni » Un inverno in Corea
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09 Dic

"Un inverno in Corea" anche se il titolo originale di "Un inverno a Sokcho" rende meglio l'idea di un racconto che parla di un microcosmo. Un villaggio nella Corea del Sud dove vive una madre che vende pesce ed è anche una delle massime esperte di una specie pregiata ma anche tossica. Il pesce Fugu letale per chi non lo conosce ma invece commestibile per chi lo sa sfilettare e cucinare. La figlia So-Haa interpretata dalla ex modella Bella Kim è splendida nel suo candore ma anche nella sua determinazione. Lavora, sprecando il suo talento e la sua preparazione, in una guest-house. Ha un ragazzo e alterna la sua vita fra la casa della madre e quella nella quale convive con il fidanzato con il quale ha progetti di matrimonio. Quando è lontana da questi due luoghi che appaiono poli distanti e contrari è al lavoro, dove ritrova il suo centro. Cucina, fa le pulizie, serve la cena o la colazione agli ospiti. Quando arriva alla pensione il disegnatore in vacanza Yan Kerrand, può dare sfoggio al suo francese. La Francia per lei è un luogo mitizzato, idealizzato. Suo padre è francese ma non l'ha mai conosciuto. La madre ha sempre mantenuto un riserbo e un mistero circa la sua identità. Per non farla soffrire le ha fatto credere che se n'è andato senza sapere di aspettare una figlia. In questa figura di uomo solitario e artista quotato ritrova quello che le è sempre mancato. Una figura paterna, un punto di riferimento, un amore solido. Eppure non può essere l'uomo che sta cercando da tutta la vita. Un film delicato, che racconta le esistenze in punta di piedi, sfiorando le anime dei personaggi. Appaiono tenui acquarelli su un foglio da disegno come quelli che realizza l'ospite francese. Nel film, invece, vere e proprie illustrazioni animate fanno da intervalli ai vari momenti. Portano la firma di Agnès Patron e sono veri e propri passaggi poetici fra una sequenza e l' altra. Le stagioni segnano l' evoluzione dei personaggi e la primavera rappresenta per tutti una rinascita. Non si sa dove porterà questa presa di coscienza che qualcosa si è perso per sempre ma vi è la certezza che da questo momento in poi arriverà la luce. Un film che prende i suoi tempi che, appaiono dilatati quasi appositamente rallentati. Sembra non succedere nulla, una stasi e una immobilità apparente perché invece la rivoluzione è tutta nei piccoli gesti quotidiani. 

Un esordio promettente quello del regista franco-nipponico Koja Kamura che firma un' opera che racchiude in uno spazio ristretto una rara bellezza. Come la perla che l' ostrica produce compiendo gesti sempre uguali in un lasso di tempo lunghissimo ma che lascia stupefatti e ammaliati del risultato raggiunto.

Virna Castiglioni

 

  • Regia: Koya Kamura
  • Paese: Francia, Corea del Sud, 2024
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 104'
  • Cast: Bella Kim, Gong Do-yu, Jung Kyung-soon, Park Mi-Hyeon, Roschdy Zem, Ryu Tae-ho
  • Valutazione: 5
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