Il film ruota intorno ad un' idea originale. Una ragazzina viene schiaffeggiata da un' amica, non si sa per quale motivo ma, con questo vile gesto le trasmette anche un potere. Da questo momento potrà vedere e sentire quello che fanno e dicono i suoi genitori in sua assenza. Da qui il racconto si fa un po' comico e un po' inquietante perché la ragazzina riporta esattamente le frasi che i genitori dicono quando lei non c'è ma soprattutto può vedere i loro comportamenti nell' interazione con altre persone. Si scopre pertanto che non sono una coppia felice, non amano la vita che conducono, hanno difetti (come ogni essere umano) e non sono trasparenti e leali ma hanno costruito un castello di bugie per rendersi migliori agli occhi degli altri ma soprattutto irreprensibili a quelli della loro unica figlia. Il film è una grande metafora di quello che avviene in famiglia quando ci sono figli adolescenti. Non basta essere genitori modello in loro presenza o fingere una recita continua per non farli soffrire. Qualunque stratagemma si escogiti i figli sono in grado di arrivare alla verità delle situazioni. Sono il termometro che saggia lo stato di salute della famiglia. I figli guardano i genitori sempre, li giudicano costantemente, non sempre li capiscono, qualche volta li perdonano ma sono quasi sempre generali spietati che non transigono e non tollerano errori. Ad un certo punto non si sa se per davvero oppure solo perché non si vuole più stare al gioco è un' altro forte schiaffo a riportare la situazione alla normalità o alla consueta recita. Qualcosa però si è incrinato. L' avere scoperto segreti dei propri genitori li ha anche nello stesso tempo resi imperfetti non più modelli da seguire, esempi da riprodurre. Questa scoperta ha fatto crescere, ha determinato uno scisma, una frattura. I genitori, se in passato hanno assunto un ruolo ideale, non sono più gli eroi di nessuno ma semplicemente esseri umani fallibili e imprecisi che solo per amore si autoimpongono regole e si sottopongono a rigidi schemi di comportamento. Un modo inconsueto di mettere in scena un racconto di formazione di una ragazzina che diventa grande scoprendo che i genitori sono persone e come tali agiscono ruoli diversi nei vari contesti e nell' interazione con altri soggetti pur rimanendo sempre punti di riferimento. Quando si cresce ci si confronta alla pari e anche se si scoprono verità che possono fare male non ci si può sottrarre. È una tappa fondamentale della vita ed è giusto che sia così.
Il film è tutto qui ma la sua grandezza risiede nell' utilizzare un espediente inconsueto per raccontare quello che altre pellicole hanno fatto e faranno con sceneggiature più classiche e canoniche colpendo nel segno lo spettatore che, per buona parte del film, si chiederà se questi schiaffi sono stati dati e presi per davvero o se indipendentemente dall' atto fisico per crescere serva avere dato ma anche subito uno schiaffo morale soprattutto da coloro che ci vogliono bene, siano essi gli amici o gli stessi genitori.
Virna Castiglioni