"Michkpara" è un mantra, un augurio, un intercalare che una madre fa al più fragile dei suoi sei figli. È una locuzione ebraica che tradotta suona come "ti do la mia vita". Roland è nato con una malformazione al piede che per la quasi totalità dei luminari interpellati non gli avrebbe consentito di condurre una vita normale. Condannato a non camminare se non con un tutore perenne. Invece, si sa, Dio non poteva essere dappertutto ed è per questo che ha inventato le madri. Ed è proprio una madre coraggio la protagonista di questa storia realmente esistita. Appare leonessa in pubblico per difendere il suo cucciolo più debole ma riesce ad essere dolce e accudente in privato perché suo figlio dovrà avere una vita meravigliosa anche più degli altri. Amore sconfinato, determinazione nella giusta misura e un idolo canoro compiranno il miracolo. Roland contro ogni aspettativa camminerà, studierà, diventerà un principe del foro, sposerà la donna di cui è innamorato, avrà tre figli e una vita stupenda esattamente come la madre gli aveva predetto. Nell' interpretare questa donna piccola di statura ma immensa di carattere, in questa bella commedia dolce amara, una splendida Leïla Bekhti che muta nell' aspetto fisico per passare dalla giovinezza all' età matura ma si fa ogni volta più irresistibile e magnetica nella sua performance che convince appieno fino all' ultimo respiro. La fotografia di Guillaume Schiffman ci mostra una Parigi popolare, uno spaccato di vita di famiglie immigrate che si danno una mano quando serve. Il film è tratto da una storia vera e lo rende ancora più speciale. La regia fonde il piano drammatico con uno più leggero e scanzonato inserendo molte scene divertenti che sanno modulare il film mantenendolo in una dimensione di perfetto equilibrio, creando un' altalena emotiva che aggancia lo spettatore e non lo lascia fino ai titoli di coda che scorrono accompagnati ancora una volta da una splendida canzone di Silvye Vartan in un ruolo inedito di motivatrice a sua insaputa, di mentore senza saperlo, di modello e di idolo per un bambino che sognava tante cose e le ha realizzare tutte financo quella di diventare avvocato e poi amico di chi era solo un mito. Cast in stato di grazia sotto una regia che sa portare il film dritto al cuore dello spettatore. Una visione che appaga lo spirito avendo inserito nella sceneggiatura tutto il necessario per far vivere un'esperienza cinematografica intensa.
Virna Castiglioni