Progetto ambizioso nato da una poderosa raccolta di crowdfunding alla quale si è aggiunta la benedizione di Mike Flanagan che ne firma la produzione esecutiva. Il regista Chris Stuckmann del suo passato da youtuber riversa molto in questo primo lungometraggio. La protagonista della storia è Riley ella stessa una youtuber di un canale chiamato "Paranormal Paranoyds" che scova posti nascosti e abbandonati. Una sorta di incursioni urbex in luoghi dimenticati e silenti che, se interrogati a dovere, rievocano tanti segreti.
Il film è però diviso a metà. Una prima parte originale e promettente e una seconda decisamente più tradizionale dando l' idea che si sia puntato in alto ma poi si sia ripiegato su una narrazione più canonica per paura di volare troppo vicino al sole e rischiare di bruciarsi le ali.
È come se il film avesse una frattura. C'è una scissione. Sembrano due film diversi accostati e poi legati insieme.
All' inizio ci si concentra, con una marcata aderenza al verosimile, sul lavoro sul campo di youtubers con la passione per il paranormale. Ci si sposta mostrando la morte cruenta di quasi tutti i componenti del gruppo per arrivare al cold case sull'unico mancato ritrovamento del corpo della loro compagna Riley. Nella seconda parte, a distanza temporale di 15 anni, Mia, sorella della scomparsa diventa l' assoluta protagonista. È lei che non si arrende, non crede alla morte, indaga e infine scopre che aveva ragione. Per mettere in piedi questa investigazione si riunisce tutto quello che può creare disturbo e favorire il sorgere della paura nello spettatore ma non è sufficiente ad ottenere l' effetto sperato. Ad un certo punto e, pur con tutti i mezzi usati, l'evocato, il sinistro si svela, si palesa troppo platealmente. L' ombra diventa il diavolo, un cane segue la protagonista e tutto quello che rimaneva nascosto, nell' ombra appare e non crea più tensione. Tutto si stempera in una storia che non ha più mordente, non riserva più sorprese e come un soufflé che ha preso aria si smonta.
Rimane comunque qualche intuizione felice come utilizzare la commistione di più generi, assurgere a vero è proprio protagonista l' ambiente circostante, parlare di infanzia come momento cruciale per non sviluppare in futuro paranoie e ossessioni. Un inizio che ha pochi e buoni elementi ma che necessitano di un miglior collante.
Virna Castiglioni