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Home » Recensioni » Il filo del ricatto
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11 Feb

Un uomo normale giunto ad un passo dal baratro tenta il tutto per tutto. Vittima di una truffa, a suo dire, con una compagnia di mutui decide di fare un' azione dimostrativa. Eclatante. Che segni un cambio di passo e metta in guardia futuri potenziali vittime per evitare di imbattersi nello stesso errore. Dare la propria fiducia a sciacalli. Un eroe per un certo verso. Per raggiungere questi nobili scopi entra nella sede della compagnia Meridian Mortgage Company con un pacco che contiene un fucile. Non trova il padre e fondatore della società con cui aveva chiesto un appuntamento. La sua ira ha come bersaglio il figlio. Il tipico figlio di papà su cui ricadono le colpe di chi non ha scrupoli e, si gode in vacanze le fortune accumulate, anche sulla pelle di povera gente. Lo sequestra ma non si limita a questo. Gli mette anche un fucile al collo pronto a sparare al minimo gesto non autorizzato che possa fare. A questo punto il film è una cronaca dettagliata di quello che avviene in giorni lunghissimi. La regia calca la mano facendo apparire tutto lento, a volte perfino in stallo. Nel frattempo si muove non solo la polizia ma tutti i media accorrono come carogne assetate di sangue per intercettare lo scoop imminente che si fiuta all'orizzonte. La stampa, la TV e anche la radio hanno una loro forte rilevanza. Soprattutto uno speaker famoso che attuerà un doppio gioco. Al centro un uomo solo contro tutto e tutti deciso ad andare fino in fondo. Non andrà come avrà deciso che fosse ma finirà per cavarsela ugualmente. Anche chi ha cercato di ingannare disposto a tutto pur di concludere un buon affare ne uscirà immediatamente senza apparenti conseguenze. La vendetta però è un piatto che si serve sempre freddo. La giustizia, però, ha un profumo evanescente. Si sprigiona nell'aria ed è talmente buono ma è destinato a scomparire velocemente. Un film che riporta alla memoria un fatto di cronaca verificatosi nello stato di Indianapolis nel 1977. Gus Van Sant sceglie un fatto e lo analizza in modo scrupoloso inserendo anche a chiusura scene di repertorio. Sceglie un cast di attori strepitosi e, anche per parti minori, giganti della recitazione come Al Pacino che compare in poche scene ma lascia scaturire la sua proverbiale bravura che anche questa volta si conferma tale. Il maggior pregio della poetica di Gus Van Sant è raccontare un fatto brutale ma non dimenticare mai le azioni che hanno spinto in quella direzione mantenendo il focus sull'umanità, sulla disperazione, sulla vulnerabilità di chi si sente ingannato e reagisce al sopruso che lo annienta, come può e senza badare a tutte le conseguenze. Un mettersi sempre dalla parte del più debole, per non tralasciare anche il minimo dettaglio di bene che può esserci in un episodio di cronaca nera. Un encomio anche alla scelta dei brani musicali inseriti nella colonna sonora che nemmeno troppo velatamente ricordano altre pellicole cinematografiche che hanno sicuramente dato un contributo ispirazionale al nuovo lavoro del regista, eccellenza del cinema indipendente americano.

Virna Castiglioni

 

  • Regia: Gus Van Sant
  • Paese: USA, 2025
  • Genere: Drammatico, Storico
  • Durata: 105'
  • Cast: Al Pacino, Bill Skarsgård, Cary Elwes, Colman Domingo, Dacre Montgomery.
  • Valutazione: 4
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