Partire da un capolavoro letterario dell'Ottocento e farne un film che parli il linguaggio moderno senza però snaturare l'originale è impresa sempre ardua. Ci prova ora la regista Emerald Fennell che sceglie due attori dalla chimica evidente per portare sul grande schermo la storia d'amore tormentata fra due amanti destinati a soffrire. Heathcliff era un trovatello salvato dal padre di Catherine Earnshaw. Rozzo, selvaggio ma dal fascino irrestibile. Conquista da subito il cuore della giovane bambina. È lei stessa ad ammettere più a se stessa che agli altri che di qualunque cosa sia composta la loro anima è per entrambi la stessa cosa. Quando però cresce e diventa una donna bellissima la sua brama di vivere una vita agiata la farà propendere per sposare il vicino ricco anche senza provare quella passione bruciante. Per andare sposa di un buon partito non serve anche l'amore. Nell' Ottocento sicuramente era così ma anche oggi non è tanto diverso. È però quasi immediato il suo pentimento. Il suo corpo reclama atre mani e il suo cuore accelera i battiti per un altro nome. Heathcliff però oltre ad essere bello e irresistibile è anche orgoglioso e poco incline al perdono. Si allontana, nessuno sa più nulla di lui per molto tempo. Torna sempre irresistibile ma questa volta anche ricco. Ricompare solo per imbastire la sua vendetta che sarà spietata. Eppure quel desiderio e quell'amore mai sopito non riuscirà a tenerlo distante dalla sua amata. Margot Robbie incarna perfettamente la donna che ha bisogno di una protezione. Se non può più essere quella del padre le sue mire saranno presto indirizzate al vicino ricco che è istruito e ha modi gentili. Sa di non amarlo ma sposare un uomo rozzo e volgare la farebbe sentire degradata. La sua fidata ancella non le sarà davvero alleata e le procurerà un sommo dolore. Il più grande dolore. L' origine della sua infelicità eterna. In questo film che si mantiene all' interno di una durata accettabile l' unica vera cosa che funziona è la complicità fra i due attori protagonisti. Margot Robbie e Jacob Elordi sono così belli e affiatati che sanno rendere credibile la passione totalizzante che li consuma. Molto più brava la Robbie di un Elordi che deve ancora maturare come attore. Il resto è un polpettone indigesto che commette anche più di un imprecisione e tralascia ampi pezzi di storia. Un tentativo di trasporre nella contemporaneità una storia profondamente legata al periodo storico alla quale è collegata che non raggiunge del tutto il risultato. Rimane un film che potrà piacere alle nuove generazioni che non si saranno regalati il privilegio della lettura del capolavoro letterario ma che deluderà chi ha qualche capello bianco. Chi ha amato il libro rimarrà deluso dall'assistere al tentativo di volere a tutti i costi svecchiare una storia che era già perfetta così come era stata pensata da Emily Bronte. Dove la passione che va a braccetto con la distruzione è si il punto nevralgico della storia ma non è tutto. La vicenda amorosa è circondata da altri aspetti che non vengono presi in considerazione. Lasciati sullo sfondo senza la giusta importanza. Ed è un peccato perché per il resto il film è davvero notevole. Bella la fotografia, sontuosa la scenografia, opulenti i costumi, avvolgente la colonna sonora. Non è tutto da buttare. Anzi c'è molto da elogiare in questo ennesimo tentativo di fare rivivere un classico. Per rendergli il giusto omaggio bisognerebbe però rispettare il periodo storico nel quale è nato e non snaturare il contesto nel quale è stato inserito perché non è una mera appendice ma è la cornice che ne esalta il quadro.
Virna Castiglioni