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Spider-Man: No Way Home

Giovedì 16 Dicembre 2021 20:59

È il 1962 quando sull’albo a fumetti “Amazing Fantasy #15” Stan “The Man” Lee e Steve Dikto crearono il personaggio tuttora più popolare della Casa delle Idee Marvel: l’Uomo Ragno, Spider-man. Morso da un ragno radioattivo, dopo aver ottenuto poteri straordinari (tra cui quello di lanciare ragnatele e arrampicarsi) il giovane Peter Benjamin Parker diventa l’eroe del suo quartiere, ironico e sagace con la maschera, timido e introverso senza, si scontra con la sua condizione, cambia la percezione del “supereroe con superproblemi” e fa innamorare cinque generazioni, diventando nel tempo anche un’icona del cinema. Spider-Man: No Way Home di Jon Watts segna una tacca importante nella vita di chi ha seguito le sue storie fino ad oggi. Spider-man (Tom Holland) è stato smascherato, tutto il mondo conosce la sua vera identità, alcuni sono diventati suoi fan, altri gli gettano mattoni alla finestra, la sua popolarità è diventata un vero incubo, anche per il suo migliore amico Ned Leeds (Jacob Batalon) e la sua fidanzata Michelle Jones per gli amici M.J. (Zendaya). I tre ricevono una lettera di rifiuto per l’ MIT, nessuna scuola vuole immischiarsi nelle faccende ultraterrene, Peter da sempre ossessionato dal senso di colpa, si reca dal Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) lo stregone che può risolvere ogni cosa, emanando un incantesimo per far dimenticare a tutti la sua identità segreta. Mosso dalla compassione Strange, decide di aiutare il ragazzo, ma l’incantesimo viene compromesso. Sul ponte di Brooklin compare un supercattivo, il Doctor Octopus (riprende il suo ruolo Alfred Molina), ed è solo il primo alla ricerca di Peter Parker ma tutto prende una piega inaspettata quando egli, proveniente da un altro universo, non riconosce il volto dell’eroe. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” e tutti meritano una seconda occasione, il personaggio principale è così tenero da generare simpatia anche nelle sue scelte più infelici. La sua crescita poterà nuova linfa alla continuità dell’MCU. Sulle note del compositore Michael Giacchino, il citazionismo è così pertinente da far dimenticare le ingenuità degli espedienti narrativi che portano al compimento della storia e la soffocante Cgi.  Frutto di una contesa durata anni tra Sony e Disney/Marvel Studios, dopo più di una decade passata a contendersi i diritti per la trasposizione, No Way Home è il premio per la costanza dei fan e il simbolo della pace che le due major hanno risolto a beneficio di tutti. La quadra tra una buona soluzione economica, vantaggiosa al botteghino, e la dolce dedica a chi ha perseverato nella speranza di vedere il più possibile, scegliendo di incentrare tutto intorno ad un bene che non si può comprare: i ricordi.

 

Francesca Tulli