Fuoritraccia

Newsletter

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Home » News » Visualizza articoli per tag: fantafestival
A+ R A-
Visualizza articoli per tag: fantafestival

Solo pochi giorni fa, in questa torrida estate romana, abbiamo incontrato Riccardo Papa e Antonio Cardia, due particolari sensibilità creative ed emergenti nel panorama cinematografico italiano che, mentre si destreggiano tra produzione, sceneggiatura e regia, hanno anche trovato il tempo di fondare la Grapevine Studio. Durante una bella e lunga chiacchierata, ci hanno parlato dei loro nuovi progetti, non esimendosi da riflessioni su come stiamo messi.. noi che il cinema lo amiamo e vorremmo contribuire a farlo crescere.

 

Riccardo, come mai hai scelto il cinema?

Il cinema io l'ho scelto per passione e vocazione. Fin da quando ero piccolo ho sempre fantasticato, scritto, ho sentito sempre dentro di me un grande desiderio di comunicare e alla fine ho trovato nel cinema questo canale naturale e perfetto per esprimermi.

Dopo la maturità classica ho avuto l'opportunità di cominciare sui set: ho iniziato ricoprendo varie mansioni da runner ad assistente di produzione, fino a muovere i primi passi alla regia. Nel periodo universitario all'Orientale ho avuto la fortuna di coltivare numerose collaborazioni preziose in questo settore come quella con il Giffoni Film Festival, iniziata grazie al mio socio Iacopo di Girolamo. Nel 2006 ho girato Nero, il mio primo corto autofinanziato, da lì mi sono trasferito a Roma e per un anno ho avuto una borsa di studio per un master sul cinema, dall'immaginario alla produzione, con la Valter Casini Management, era il 2007 anno in cui ho realizzato altri due cortometraggi Lacrima di luna e Don che hanno girato parecchio attraverso il circuito dei festival. Don ha vinto il 48H Film Project del 2007, da lì poi è andato al Cinequest in California e poi è stato proiettato a Cannes e a Berlino.

Nel 2008 ho conosciuto Francesco Dominedò per cui ho scritto la sceneggiatura di 5 (Cinque), un film sulla criminalità nella periferia romana. Nel frattempo ho lavorato come operatore montatore anche per videoclip musicali. Tuttavia il mondo dei video è stata un'esperienza en passant, perché ho un pensiero forse un po' radicale ma considero il cinema la forma di narrazione per immagini per eccellenza. Quando ho conosciuto Antonio Cardia abbiamo iniziato un vero e proprio sodalizio artistico scrivendo insieme la sceneggiatura di Orlando e i Liviatani, una commedia nera con influssi horror. Un film per il quale siamo stati opzionati per due anni con una giovane società indipendente che però, per via di alcuni contrattempi, l'ha dovuto lasciare in stand by. Al momento è in attesa di essere prodotto.

 

Cos'è Grapevine Studio?

 

 

Io, Antonio Cardia, Iacopo di Girolamo, Ilaria Nomato e Chiara Sergio abbiamo dato vita a Grapevine Studio. Siamo tutti giovani operatori specializzati nel settore e abbiamo voluto creare la nostra piccola casa di produzione con l'intento di realizzare indipendentemente i nostri lavori, come il progetto di Orlando, nato libero e a basso budget, come vuole la nostra policy. 
 
Grapevine rappresenta il "vigneto", trae ispirazione dall'uso di questo termine nell’espressione gergale inglese: "to hear through the grapevine", che significa venire a conoscenza di qualcosa tramite un passaparola. Infatti, quando si faceva la vendemmia, spesso, i contadini parlavano tra di loro senza sapere chi c'era dall'altro lato dei cespugli, generando in questo modo un tam tam invisibile di informazioni.
E’ così che abbiamo sentito parlare le prime volte di “riuso e riciclo”, “eco-design”, “salvaguardia dell’ambiente”, attraverso una comunicazione quasi mai ufficiale, che sta rapidamente cambiando il nostro modo di vivere.
 
Grapevine Studio opera nel settore della produzione cinematografica e audiovisiva, dell'animazione tradizionale e stop-motion; progetta oggetti di eco-design, realizzati dai materiali scenografici e di costume; offre servizi di ufficio stampa e realizzazione audiovisiva nel settore della comunicazione sociale e ambientale.
La linea editoriale di Grapevine pone al centro del prodotto elementi ricchi di alto contenuto culturale, attraverso vari livelli di registro, che vanno ad unirsi ad una particolare attenzione verso la forma e la qualità estetica del prodotto stesso.
Il nostro fine è quello di produrre cultura ed entertainment, riempiendo uno spazio vuoto nell'immensa vastità di proposte cinematografiche, televisive e web.
Un altro dei lavori che stiamo realizzando con Grapevine è Bag, un documentario creato attorno ad un progetto di una casa di paglia realizzata dall'architetto Paolo Robazza, nel quartiere romano del Quadraro. Questo film sta per essere ultimato e intanto alcuni teaser sono stati proiettati lo scorso luglio al MaXXi (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo) nell'ambito della mostra Eco Luoghi. Abbiamo in cantiere anche la produzione di una serie tutta in stop motion, La famiglia Feticcio, vediamo cosa ne uscirà fuori..!
 
 

 

Cosa state preparando attualmente?

R.P. : Abbiamo finito da pochi giorni le riprese di Supermanz, un documentario dal carattere sperimentale, un progetto che vuole far luce sul mondo del sociale, delle onlus e delle case famiglia che si occupano di disagi del mondo giovanile. Ci siamo concentrati su una cooperativa in particolare la Epoché Onlus, che abbiamo avuto la possibilità di seguire dall'interno.

Il progetto nasce due anni fa, da un dialogo con il presidente della cooperativa, con l'idea di un progetto che coinvolgesse in maniera didattica ma anche a scopi terapeutici i ragazzi che vengono seguiti. Sono ragazzi con problematiche molto difficili alle spalle, quelli che dalla società attuale verrebbero definiti "disagiati", sono adolescenti in difficoltà. il nostro intento era viverli e poterli far vivere nella maniera più normale possibile, non puntando l'attenzione sulla tragicità delle loro esistenze, bensì sulla voglia e la spontaneità che questi ragazzi mettono nel "recuperare" se stessi.

Un progetto cinematografico poteva essere propedeutico per loro, inizialmente doveva essere un corto ma ci siamo resi conto che c'era talmente tanto materiale che abbiamo finito per farne un documentario.

Abbiamo avuto la possibilità di conoscerli da vicino, sono stato diverse volte in casa famiglia con loro prima di iniziare a girare. La cosa assurda è che non diresti mai che sono persone con delle problematiche serie alle spalle.

Antonio Cardia: La cosa interessante è che non è il classico documentario nel quale si va ad indagare sul passato, sul perché il ragazzo è arrivato a questo punto, ma ci occupiamo del qui e ora, senza lasciar spazio al pietismo che purtroppo è consuetudine nel raccontare tali tematiche. Avvicinarci a loro senza preconcetti di sorta e far trasparire questo dalle immagini è molto più importante per far capire l'intervento positivo di queste cooperative. Mostrare come si supera il disagio è il fulcro del nostro lavoro. Anche per questo motivo siamo andati avanti senza alcuna sceneggiatura o canovaccio prestabilito, in questo c'era la sperimentalità, nel mostrare la realtà senza alcuna mediazione, la realtà stessa era la storia che volevamo raccontare.

 

Per questo progetto avete abbracciato una forma particolare di finanziamento e di distribuzione, ce le spiegate un po'?

R.P. : Innanzitutto ci siamo autofinanziati e abbiamo anche deciso di approcciarci al crowdfunding e attraverso il link di Produzioni dal bassohttp://www.produzionidalbasso.com/pdb_1148.html ) siamo riusciti a recuperare una 60ina di quote su 350 in un paio di mesi, che per noi è già un buon risultato. Una quota costa 15 euro ed equivale all'acquisto del dvd con l'inserimento del proprio nome nella lista dei crediti. Ne risulta una produzione del tutto collettiva. Il limite per l'acquisto delle quote è stato fissato il 15 settembre, data entro la quale dobbiamo recuperare in tutto 5000 euro.

Abbiamo avuto anche l'attrezzatura tecnica in cambio di una quota di produzione da parte di Lightoffilm quindi risulta una coproduzione.

Il film sarà mescolato ad una decina di minuti di animazione e la colonna sonora sarà composta da brani indipendenti di musicisti italiani.

A. C. : Tenteremo una distribuzione editoriale realizzando anche un reportage fotografico accompagnato da un breve testo e dei saggi sulle esperienze nel settore. Quindi un vero e proprio libro di accompagnamento del dvd. I ricavati in parte saranno introiti di produzione e un 10% andrà in beneficenza alla cooperativa.

Stiamo pensando, una volta ultimata la produzione, di far gravitare Supermanz nel circuito festivaliero e di renderlo maggiormente visibile attraverso passaggi televisivi.

 

Tu e Antonio siete reduci da un'altra importante esperienza, quella del 48H Film Project, come vi siete trovati?

R.P. : È stata una corsa contro il tempo, siamo stati chiamati dalla Lightoffilm come sceneggiatori. Non abbiamo praticamente dormito restando svegli per 48 ore filate. Abbiamo vinto la prima puntata, il programma è andato in onda su Rai 5. L'idea di trasmettere il 48H su un canale televisivo è positiva, attraverso un mezzo così popolare si riesce a trasmettere al grande pubblico il 

concetto che esiste un cinema fatto di professionisti che non hanno nulla da invidiare ai più grandi, anche se meno conosciuti.

 

Un altro lavoro che vi ha dato grandi soddisfazioni è stato il cortometraggio La fabbrica dei volti noti, cosa potete dirci in merito?

R.P. : Ha girato parecchio, almeno in una dozzina di festival tra i quali il Fantafestival 2012, Clermont Ferrand, Bruxelles Film Festival 2012, Arcipelago 2011 ed è stato anche presentato al Teatro Palladium di Roma nel 2011 in occasione del Roma3 Film Teatro Fest. La fabbrica è un prodotto molto sperimentale, nato dalla stessa concezione del cinema che io e Antonio abbiamo, gusti simili che si sposano perfettamente, spaziando da un genere all'altro e ritrovandoci sempre, tale sintonia ci permette di essere così creativi producendo molto in un tempo minimo. La fabbrica è stato girato in 3 giorni e mezzo con 1500 euro di budget. Non ho un riferimento stilistico particolare per questo film.

A. C. : i personaggi rappresentati sono essenzialmente dei cloni venuti male di icone politiche, del cinema, del mondo dei fumetti.. 

Alla base del soggetto c'è l'idea di riempire di senso ciò che senso non ha e in mancanza di un nostro senso individuale ci possiamo scambievolmente far riempire da significati rintracciabili in altri personaggi. Questo gioco di parole sta a significare che la ricerca di una nostra originalità è molto più forte dell'imitazione stessa. Se c'è un album che rappresenta al meglio il concept de La fabbrica è decisamente "Kill your idol" dei Sonic Youth.

 

Cosa ne pensate del panorama cinematografico italiano e della parte che ricoprono le piccole produzioni all'interno di questo complesso scenario?

R.P: Il problema fondamentale è che ci sono pochi che provano a far cinema sul serio e quelli che ci provano non sono mai realmente autentici. C'è sempre una strizzata d'occhio alle mode, al già conosciuto, ad uno stile di qualcun altro, nella maggior parte dei casi rivedo sempre uno stile derivativo. L'originalità è ben poca, ad esempio i Manetti Bross sono stati tra i pochi ad avere la fortuna di creare un proprio filone. La loro arte, pur rifacendosi sempre a qualcosa, omaggiando un certo tipo di passato e genere, rivisita tutto in chiave nuova ritrovando nel loro stile una precisa identità. Quando parlo di originalità parlo di questo, di propria identità e autenticità, ma spesso e volentieri è lo stile personale che manca, una carenza soprattutto dal punto di vista contenutistico.

A. C. : Si tenta di essere o eccessivamente hardcore, sperimentali estremi o eccessivamente accomodanti. Manca una via di mezzo. Non c'è più una vocazione di fare un cinema medio che parli per la gente, non mediocre ma fruibile e che veicoli qualcosa, non vedo prodotti sfaccettati con più livelli di lettura. È spesso un "o tutto o niente". Questa critica è anche stata mossa a noi personalmente, a La fabbrica, che può sembrare un po' criptico ma questa possibile difficoltà abbiamo tentato di superarla arricchendo il nostro lavoro di grottesco, infondendogli una linea ironica, tentando di essere popolari come linguaggio ma mantenendo anche altre linee di lettura. La nostra molteplicità di livelli se la vuoi cogliere va benissimo, se invece vuoi soffermarti ad un piano più immediato e superficiale a noi va benissimo lo stesso.

 

Purtroppo però le produzioni si trovano a scontrarsi con le difficoltà economiche...

A. C: Il fatto che non ci siano soldi non è mai stimolante perché ti ritrovi davanti a necessità risolvibili solo con i soldi. Dovrebbe esserci un atteggiamento propositivo di investimento nei confronti dei fondi, non semplicemente assistenzialistico ma dovrebbe variare la mentalità con la quale ci si approccia a quello che dovrebbe essere a tutti gli effetti un mercato. Bisognerebbe iniziare a far funzionare gli investimenti privati nel settore, quelli che spingono più a fare un buon prodotto. Ci sono film fatti con poco che rendono, l'esempio ci può essere dato da Shadow di Federico Zampaglione che all'estero ha avuto molto successo.

R. P.: Si tende più a pubblicizzare la commedia o il dramma, sempre gli stessi generi, e si tende a trascurare volutamente alcuni differenti che si sceglie di non far circolare, né c'è scaltrezza nel pubblicizzare un film. Non credo sia il mercato che richieda un genere piuttosto che un altro perché il mercato lo fanno le distribuzioni e le produzioni.

A.C. : Il pubblico deve essere incanalato. Com'è che il pubblico va a vedere REC, noto horror spagnolo, ma non l'horror italiano? Credo sia dovuto ad un atteggiamento intellettuale di chi dovrebbe fare la promozione del film: se un film non rientra in canoni tipici del cinema italiano non può andare. Ma i Manetti, Puglielli, Infascelli ce l'hanno ampiamente dimostrato che invece è fattibile, però rimangono solo casi senza la giusta pubblicità. Una volta si produceva la Decima vittima.. perché si poteva fare prima e non ora? La risposta la trovo nel fatto che "chi fa il mercato" non ci crede abbastanza, perché manca la cultura adatta a crederci.

...e voi, in cosa credete?

 

R.P. : Noi crediamo in noi stessi e ci poniamo come persone che vogliono far crescere questo cinema in maniera libera. Non abbiamo mai ragionato in termini di limiti e compiacimento perché pensiamo che ragionare in questo modo possa ammazzare il cinema stesso, l'idea che noi abbiamo del cinema. Noi con le doppie letture tentiamo di trovare una specie di escamotage per tutti, andando verso i favori del pubblico senza averlo come dittatore ideologico, proviamo a far quello che ci piace provando a toccare i gusti degli spettatori.

 

Chiara Nucera

 

Fanta: Tastes like teen spirit!!!

Martedì 19 Luglio 2011 10:50

(Domenico Vitucci, responsabile della programmazione del Nuovo Cinema Aquila, ci concede l’uso dell’articolo sul nuov(issim)o cinema italiano da lui scritto per il catalogo del Fantafestival 2011, nel quale si augura che il cinema italiano ‘indie’- o autoprodotto che dir si voglia – decolli verso lidi sempre più pop e meno polverosi… NOTA: il titolo è un’esclusiva per il nostro sito!)

Nel nostro paese c’è un tesoro che continua a rimanere nascosto: è quello ribattezzatosi del ‘nuovissimo cinema italiano’, autentiche orde di giovani cineasti che potrebbero essere il futuro del nostro panorama filmico. Ma per i media e gli addetti ai lavori è come se non esistessero…

Nomi che ai più al momento non dicono nulla sono fermamente decisi a conquistare quel trono reso traballante dalla scarsa futuribilità dei loro cugini più grandi. Tutto ciò a suon di pellicole auto-prodotte e distribuite sala per sala, realizzate in estrema povertà di mezzi e rapidità grazie alle nuov(issim)e tecnologie, promosse attraverso proiezioni stampa in streaming e social network, pronte a fare a meno di cartelloni e pubblicità cartacee giacché dotate di voci allenate a ben altri strilli, dalla portata ‘virale’.

Fantafestival 34esima edizione

Lunedì 14 Luglio 2014 15:38
Inizia oggi fino al 23 luglio presso il Multisala Barberini per poi ripartire dal 5 al 7 settembre presso il Cinema Trevi di Roma la 34esima edizione del Fantafestival, mostra internazionale del film di fantascienza e del fantastico. 
Di grande prestigio la serata conclusiva della manifestazione  all'insegna di una prestigiosa anteprima come l’attesissimo Apes Revolution: Il Pianeta delle scimmie di Matt Reeves (Titolo Fox nelle sale italiane a partire dal 30 luglio), nuovo capitolo della serie “Il Pianeta delle Scimmie” che verrà proiettato mercoledì 23 luglio in occasione della serata di premiazione.
 
 
Per quanto riguarda la sezione competitiva del Festival, verranno presentate circa ottanta opere, fra lungometraggi e cortometraggi, provenienti da ogni parte del globo (molti dei quali in anteprima). Parla italiano, come di consueto, PANORAMICA ITALIA, rassegna che, per il quarto anno consecutivo, punta tutto sul cinema italiano contemporaneo. Una panoramica sul cinema horror, fantastico e sci-fi, unavetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico. Tanti i titoli che verranno proiettati alla presenza dei loro autori, tra cui i film corali ad episodi P.O.E.3 (unico titolo italiano Fuori Concorso) e 17 a mezzanotte. Una panoramica ricca di film indipendenti e di giovani talenti. Si presentano ai nastri di partenza anche Oltre il guado di Lorenzo Bianchini, girato nelle zone boschive del Friuli Orientale, dove si aggira qualcosa di diverso rispetto ad un semplice animale feroce,  The Perfect Husband di Lucas Pavetto, con le sue chine diaboliche e i suoi folli sospetti, il fantascientifico Report 51 di Alessio Liguori, inconsueto alien-movie made in Italy con tanto di creatura extra-terrestre, I Rec U di Federico Sfascia, alle prese con un difetto ottico da incubo,Surrounded di Laura Girolami e Federico Patrizi, uscito nelle sale italiane il 3 luglio e ambientato in una villa di campagna popolata da inquietanti presenze, Taglionetto di Federico Rizzo, storia di una psichiatra che assorbe lo stesso male di cui è vittima il proprio paziente, La Festa, brutale gioco al massacro diretto da Simone Scafidi, Psychomentary di Luna Gualano, found footage in cui un killer riprende di nascosto le indagini che lo riguardano, e La Santa di Cosimo Alemà, alle prese con un paesino del Sud Italia immerso da feroci superstizioni religiose. Il miglior film italiano in competizione verrà premiato con il Pipistrello d’Oro.
 
Un Premio verrà assegnato anche al miglior titolo internazionale in concorso. Tra i partecipanti stranieri: lo svizzero Chimères di Olivier Beguin con  i suoi stati allucinatori, i fantasmi di I’m a Ghost di H.P. Mendoza, lo statunitense Time Lapse di Bradley King, con la sua gigantesca macchina capace di fotografare il futuro, l’inglese Soulmate di Axelle Carolyn, in cui una baita di montagna diventa luogo di strani incontri, o il serbo Mamula – Nymph di Milan Todorovic, in cui una fortezza militare abbandonata nasconde più di un segreto. Ad aprire le danze dei titoli internazionali sarà Love Eternal, pellicola irlandese firmata da Brendan Muldowney, storia di amori eterni seppelliti sotto un ciliegio. Ma in competizione ci saranno anche Orc Wars di Kolh Glass, titolo americano a tinte fantasy, Phantasmagoria, co-produzione italo-francese firmata da Mickael Abbate, Domiziano Cristopharo, Tiziano Martella, tre terrificanti storie dell’orrore capaci di trasportare oltre la paura, Antisocial del canadese Cody Calahan, in cui un’epidemia si diffonde a macchia d’olio in tutto il mondo, il giapponese Schollgirl Apocalypse di John Cairns, in cui l’epidemia di turno porta alla follia, il canadese Silent Retreat di Tricia Lee, lavacci del cervello e punizioni inimmaginabili, e Mar Negro di Rodrigo Aragão, pellicola proveniente dal Brasile. Fuori Concorso si potranno vedere, anche in anteprima: I sell the dead diretto dall'esordiente Glenn McQuaid, il post-apocalittico I predatori dell’anno Omega e Samos lo que hay con i suoi cannibali made in Messico.
 
Da quest’anno saranno assegnati due nuovi premi ai registi partecipanti. Oltre ai quattro Pipistrelli d’Oro (al Miglior Cortometraggio Italiano, al Miglior Cortometraggio Straniero, al Miglior Lungometraggio Italiano e al Miglior Lungometraggio Straniero), la giuria di esperti del Fantafestival assegnerà ad una donna il Premio “Mary Shelley”, premio internazionale alla migliore regista, per celebrare l’impegno creativo femminile all’interno di un genere cinematografico popolato, in maggioranza, da registi uomini. Lamberto Bava, il regista di cult come Demoni e Fantaghirò, assegnerà, invece, il Premio “Mario Bava”, dedicato alla memoria del maestro del cinema del brivido in occasione del centenario dalla sua nascita. Annunciato già durante l’edizione del 2013, il Premio “Mario Bava” sarà assegnato allaMigliore Opera Prima tra i film italiani selezionati.
 
Spazio anche al cortometraggio, con una ricca sezione (FANTACORTI) interamente dedicata al cinema breve di genere, italiano e internazionale. Tanti titoli e  uno sguardo privilegiato alla Spagna con FantaSpagna, raccolta di ottimi cortometraggi provenienti da un Paese da sempre attento al genere e alle sue diramazioni.
 
Tra gli eventi collaterali, uno Z-Day che vedrà il Multisala Barberini assediato da un popolo di morti viventi, affamati di zombie-movie e dei premi che verranno assegnati loro dalla Indie Pictures. IlFantafestival, infatti, ha organizzato, in collaborazione con la casa di distribuzione home video, unaZombie Walk, che collegherà Villa Borghese a Piazza Barberini, a cui sono tutti invitati… ovviamente truccati da morti viventi. E per chi non volesse fare il morto vivente fai-da-te, ilFantafestival - in collaborazione con il team di produzione della web-series F*ck The Zombies! -metterà a disposizione delle truccatrici per dare agli interessati il giusto look moribondo. La serata proseguirà all’interno del Multisala alle 20.30 con la presentazione da parte dell’autore dello zombie-libro Zombi - Oltre 900 titoli per non riposarein pace e della web-series F*ck The Zombies!, e a seguire l’anteprima italiana dello zombie-movie canadese Antisocial. Per finire, in collaborazione con la casa di distribuzione home videoIndie Picture, un upgrade nel concetto di zombie, con il film Frankenstein's Army.
 
E, a settembre, spazio alle eroine del genere, grazie alla rassegna “Le eroine del cinema fantastico italiano”, realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale - Cineteca Nazionale, uno sguardo al cinema di genere italiano dalla fine degli anni ’70 alla fine degli anni ’90. Un programma un po’ sui generis con dei titoli meno visti nelle varie rassegne presentate in passato, e con autori diversi fra loro sia per lo stile che per i film realizzati: da Steno a Gabriele Salvatores, da Pasquale Festa Campanile a Flavio Mogherini, Franco Ferrini e Sergio Stivaletti. La rassegna si terrà al Cinema Trevi dal 5 al 7 settembre prossimi e chiuderà questa edizione del Fantafestival.
 
Le informazioni nel dettaglio si potranno trovare consultando il sito www.fanta-festival.it
Ai blocchi di partenza la XXXVI edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da Alberto Ravaglioli e promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Lazio e l'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con la Roma Lazio Film Commission e realizzata in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e con il museo del videogioco VIGAMUS. Una kermesse più ricca che mai con anteprime esclusive, eventi speciali, retrospettive, incontri, dibattiti e sezioni competitive, con il solito e prezioso occhio di riguardo nei confronti del cinema indipendente italiano e dei suoi giovani autori, nonché una mostra d’eccezione. Oltre cento le opere presentate fra lungometraggi e cortometraggi, provenienti da ogni parte del mondo e per il primo anno in collaborazione con la Roma Lazio Film Commission un Focus speciale sul cinema di genere sudamericano, grazie al gemellaggio con il Festival Blood Window. Tra i film selezionati l’ossessivo rape&revenge “Luna de miel” di Diego Cohen (2015 Messico) e l’horror “Downhill” (2016 Cile) di Patricio Valladares. 
 
 
 
Sarà Luigi Cozzi, regista, sceneggiatore e scrittore di fama nel campo della fantascienza e dell’horror, con la sua nuova opera in anteprima mondiale in versione integrale "Blood on Méliès' Moon" (2016) ad inaugurare la manifestazione mercoledì 13 luglio al Multisala Savoy di Via Bergamo, 25. Firmata con lo pseudonimo "Lewis Coates", la pellicola vede il suo ritorno alla regia dopo 27 anni. Nel film, in cui il regista è anche protagonista nei panni di sé stesso, anche altri nomi noti dell’horror italiano, come Lamberto Bava e Antonio Tentori con i quali Cozzi ha collaborato nella sua carriera, iniziata fin dalle origini del fandom fantascientifico italiano negli anni ‘60. Tra gli altri titoli di questa edizione, “German Angst” (2015 Germania) di Jörg Buttgereit, Michal Kosakowski e Andreas Marschall, morboso horror ad episodi tedesco e “Vampyres” (2015 Spagna) di Victor Matellano. Remake dell’omonimo film di José Ramon Larraz, la pellicola, basata sulla storia di due vampire, mescola horror e sensualità. Nel cast anche Caroline Munro, attrice inglese icona del cinema horror degli anni ‘70. Non poteva mancare un omaggio al grande regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense Wes Craven ad un anno dalla sua scomparsa (30 agosto 2015). Un evento speciale che vedrà la proiezione del cult “Scream” a 20 anni dalla sua uscita e altre sorprese ad arricchire la serata. 
 
Per quanto riguarda i film indipendenti italiani, la sezione Panoramica Italia presenterà, come da tradizione, numerosi titoli firmati dai registi emergenti del cinema nostrano. Tra questi “The Blind King” (2016) di Raffaele Picchio (regista del censurato “Morituris” 2011) e “Alienween” (2016) di Federico Sfascia, horror dai toni demenziali e con un’effettistica splatter volutamente esagerata. Da non perdere gli horror ad episodi “Catacomba” (2016) di Lorenzo Lepori e Roberto Albanesi (scritto da Antonio Tentori, autore di sceneggiature per Lucio Fulci, Bruno Mattei e Dario Argento) e “Sangue Misto” (2016), ideato e curato da Davide Scovazzo, esperimento originale di 8 registi in 8 città italiane con 8 gruppi etnici differenti e 8 storie all' insegna dell'horror. 
 
Da segnalare tra i tanti cortometraggi selezionati nella sezione Fantacorti, “Varicella” di Fulvio Risuleo, cortometraggio vincitore del premio per il miglior corto della Semaine de la Critique durante il Festival di Cannes del 2015.
 
Dal 18 al 24 luglio il Fantafestival si sposterà nell'affascinante cornice dell'isola Tiberina dove la manifestazione verrà ospitata da L’Isola del Cinema. Una settimana da non perdere dedicata ad una programmazione speciale all’insegna del miglior cinema di genere e ad una serie di incontri gratuiti - organizzati in collaborazione con l’associazione culturale Nel Blu Studios - dedicati a Star Trek, nell’anno in cui si festeggia il 50° anniversario e in contemporanea con l’uscita nelle sale dell’ultimo film Star Trek Beyond diretto da Justin Lin con Chris Pine e Zoe Saldana. Gli incontri sono organizzati con il patrocinio dello Star Trek Italian Club (STIC) e il contributo della Banca di Credito Cooperativo di Roma. Inoltre, dopo il fortunato connubio con la RAI dello scorso anno nella serata “Il fantastico prodotto dalla RAI”, quest’anno si prosegue sulla stessa scia con “Il fantastico prodotto da Mediaset” che vedrà la proiezione presso lo spazio CineLab de L’Isola del Cinema mercoledì 20 luglio alle 22:00 di 3 episodi della serie TV “Il tredicesimo Apostolo” interpretata da Claudia Pandolfi e Claudio Gioè e andata in onda su Canale 5 tra il 2012 e il 2014.
 
Tanti i premi: i Pipistrelli d’Oro (al Miglior Cortometraggio Italiano, al Miglior Cortometraggio Straniero, al Miglior Lungometraggio Italiano e al Miglior Lungometraggio Straniero), e il Premio “Mario Bava”, dedicato alla memoria del maestro italiano del fantastico e assegnato alla Migliore Opera Prima tra i film italiani selezionati.
 
Due gli eventi speciali del Festival:
1. MOSTRA PERSONALE “LUCTUS IGNIS” di Mariano Baino, pluripremiato regista e sceneggiatore partenopeo residente a New York. 
Per la prima volta a Roma, in esclusiva per la trentaseiesima edizione del FANTAFESTIVAL, in mostra una serie di opere originali di Mariano Baino insieme a bozzetti preparatori per le sue opere cinematografiche. La mostra presenta ricreazioni di pagine di libri perduti e grimori segreti, ottenute attraverso l’uso del fuoco e dell’acqua scrupolosamente applicate alla superfice di disegni a matita, carboncino o inchiostro: una galleria di inquietanti creature da incubo e studi anatomici che sembrano condotti da un naturalista che ha trovato una scorciatoia per accedere alle parti più remote degli inferi. 
 
2. LA REALTA' VIRTUALE AL FANTAFESTIVAL. Vigamus, il museo del videogioco, il primo museo italiano interamente dedicato al videogioco, metterà a disposizione degli ospiti del Fantafestival due postazioni di realtà virtuale. Un’esperienza unica per i visitatori del Multisala Savoy che potranno provare l’ebbrezza di indossare un visore Oculus Rift e scoprire che cosa vuol dire immergersi nel mondo virtuale del proprio videogioco preferito e osservarlo dagli occhi del protagonista!
 
Tutte le informazione nel dattaglio disponibili sul sito http://www.fanta-festival.it/home/
Al via dal 22 al 26 novembre la 37^ edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), diretta da Alberto Ravaglioli. Un appuntamento ricco di anteprime esclusive, eventi speciali, incontri, retrospettive, dibattiti e sezioni competitive.
 
 
Tra gli incontri attesi Luigi Cozzi, regista di Star Crash – Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione e protagonista del documentario a lui dedicato Fantasticozzi, diretto da Felice M. Guerra, e l’effettista e regista Sergio Stivaletti, che presenterà in anteprima una clip tratta dalla sua ultima fatica dietro la macchina da presa: Rabbia Furiosa, liberamente ispirato al terribile fatto di cronaca riguardante il cosiddetto “Canaro della Magliana”.
 
Il 23 novembre si terrà un appuntamento dedicato al fantastico televisivo, volto a riportare alla luce l’unico esempio di serie televisiva fantascientifica realizzata per il circuito delle emittenti locali. Alla presenza degli autori e del cast artistico e tecnico, infatti, verranno proiettati tre episodi di un piccolo tesoro perduto della storia della TV italiana: la sconosciuta Ora Zero e dintorni, realizzata nel 1979 e di stampo antologico con ambientazione post-atomica. 
 
Venerdì 24 novembre sarà dedicato, invece, ad un grande del piccolo schermo fantastico (e non solo) tricolore: Biagio Proietti. Per l’occasione verranno proiettati il rarissimo Storia senza parole, appassionante giallo senza dialoghi, e La casa della follia, uno dei migliori episodi della serie Il fascino dell’insolito, tratto da un racconto del grande Richard Matheson. Alla serata parteciperà lo stesso Proietti, pronto a rispondere alle domande del pubblico e a raccontare la sua vita e la sua carriera.
 
Sabato 25 novembre, il Fantafestival dedicherà la serata al rapporto tra Cinema e Fumetto di genere fantastico: oltre alla presentazione dei progetti editoriali di Bugs Comics il ricco programma di proiezioni prevede, tra l’altro, il documentario Splatter – La rivista proibita e il primo cortometraggio da regista di Claudio Chiaverotti, sceneggiatore Sergio Bonelli Editore di Dylan Dog, Brendon e Morgan Lost: l’horror I vampiri sognano le fate d’inverno?
 
Domenica 26 novembre in chiusura, invece, sarà la volta di un omaggio al recentemente scomparso maestro del cinema horror George A. Romero: la proiezione su grande schermo della versione restaurata del cult Zombi. Il film sarà proiettato nella versione europea della pellicola, con il montaggio di Dario Argento e le musiche originali dei Goblin e sarà introdotto proprio dallo stesso Argento, che con il padre degli zombi ha condiviso lavoro e amicizia. Un omaggio oltretutto preceduto da un’intervista esclusiva allo stesso Romero realizzata da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer. 
 
Anche quest’anno la sezione Panoramica Italia si propone come vetrina privilegiata del lavoro dei giovani autori italiani di cinema fantastico e ospiterà, tra gli altri: il misterico fanta-horror The Antithesis con Crisula Stafida (Tulpa – Perdizioni mortali) e Marina Loi (Zombi 3); The Wicked Gift, opera prima di Roberto D’Antona, giovane attore/regista indipendente che ha già all’attivo diversi cortometraggi e webserie di genere e Almost Dead, thriller-horror di Giorgio Bruno, premiato a Miami al MiSciFi 2017 come “Miglior Thriller”.
 
Il 37° Fantafestival dedica due proiezioni notturne agli Z-Movies e a due registi che sono riusciti ad entrare nella storia del cinema orgogliosamente dalla porta sul retro.
Andrea Marfori, regista del cult-trash horror Il Bosco 1, presenterà Zombie Soviet Invasion, episodio pilota di quella che è stata definita la risposta russa a The Walking Dead e il mediometraggio The Unfortunate Life of Georgina Spelvin Chained to a Radiator.
Protagonista della seconda serata Z-Movies sarà Marco Antonio Andolfi, regista e protagonista del film La Croce delle Sette Pietre. In occasione del trentennale di quello che è conosciuto anche come Il lupo mannaro contro la Camorra, sarà proiettato anche il mediometraggio sequel del film del 1987: Riecco Aborym!
 

Salviamo il Fantafestival

Mercoledì 01 Agosto 2018 21:36
FANTAFESTIVAL 2018 – IL CROWDFUNDING
 
 
1.  Cos’è il Fantafestival? Un po’ di storia…
 
Il Fantafestival è il più longevo festival italiano dedicato al cinema fantastico in tutte le sue declinazioni: fantascienza, horror, fantasy, paranormale, gotico e altri generi affini, con alle spalle ben 37 edizioni! Probabilmente molti già lo conosceranno, ma è giusto raccontare un po’ della sua storia, per tutti coloro che non hanno ancora avuto modo di sperimentarlo in prima persona.
 
Il Fantafestival nasce a Roma nel 1981, come diretta derivazione delle rassegne di cinema di fantascienza organizzate per il circuito Italnoleggio negli anni ’74-’77 e delle grandi kermesse di cinema fantastico con le quali il Cineclub Tevere di Roma connotò la propria programmazione a partire dal ’75.
 
Iniziato al cinema Clodio nell’ottobre del 1981 e poi passato, negli anni, come sede principale prima al complesso Capranica-Capranichetta, poi al Barberini, al Quattro Fontane e al Savoy, il festival si è sempre caratterizzato per il taglio popolare, indirizzato al grande pubblico degli appassionati.
 
Le ali del pipistrello del Fantafestival hanno volano negli anni nei cieli di altre città italiane, come Milano, Ravenna, Napoli, Verona e Genova. Grazie alle numerose collaborazioni internazionali inoltre nel 1986 il Fantafestival, insieme ai Festival di Bruxelles, di Sitges (Spagna) e di Oporto (Portogallo) è tra i soci fondatori della European Fantastic Film Festivals Federation (www.melies.org).
 
Sul palco e sugli schermi del Fantafestival sono passati i nomi più illustri del cinema fantastico italiano e internazionale: Vincent Price, Christopher Lee, George A. Romero, Roger Corman, David Cronenberg, Sam Raimi, Peter Cushing, Malcolm McDowell, Peter Jackson, Alejandro Jodorowsky, John Phillip Law, Rutger Hauer, Tobe Hooper, Lloyd Kaufman, Brian Yuzna, Robert Englund, John Carpenter, Ursula Andress, Barbara Steele, Dario Argento, Carlo Rambaldi, Dino De Laurentiis, Dante Ferretti, Sergio Stivaletti, Lamberto Bava e molti altri ancora.
 
 
2.  Che mondo sarebbe senza il Fantafestival? La raccolta fondi per l’edizione 2018
 
Che mondo sarebbe senza il Fantafestival? Questa è la domanda che ci siamo fatti e che vi facciamo quando abbiamo toccato con mano l’impossibilità di organizzare la 38esima edizione del nostro festival.  La causa è dovuta alla riduzione, fino all’annullamento, dei finanziamenti pubblici, grazie ai quali finora siamo riusciti a proporre con continuità e in crescita la manifestazione. Un calo al quale ci siamo rifiutati di cedere, rispondendo con investimenti personali e la forza della nostra passione, grazie all’affetto che da sempre il pubblico ha dimostrato nei confronti della kermesse.
 
Che mondo sarebbe senza il Fantafestival? Ma soprattutto, che mondo è “con” Il Fantafestival?
 
La realtà dei festival cinematografici è profondamente cambiata nell’arco dei 37 anni di vita del Fantafestival. Da diversi anni il festival ha focalizzato gran parte della sua attenzione alle produzioni di giovani autori italiani e internazionali. Registi e produttori indipendenti di corti e lungometraggi a cui il Fantafestival ha dato spazio nell’ottica di promuovere idee nuove, giovani talenti, per riuscire a metterli in contatto con il destinatario ultimo delle loro opere: il pubblico. E sono stati diversi i casi in cui un giovane filmmaker esordiente, anche grazie alla visibilità ottenuta con il Fantafestival, abbia poi proseguito la sua carriera fino ad arrivare alla distribuzione nazionale in sala.
 
Ciò che unisce il Fantafestival, i filmmaker e gli spettatori è proprio la passione verso il cinema fantastico. Una passione che di certo non può scomparire per una mancanza di budget. Abbiamo pensato che un mondo senza Fantafestival non debba esistere e abbiamo deciso di chiedervi aiuto, proprio come molti filmmaker fanno per riuscire a portare a compimento la loro opera. Chiediamo aiuto a tutti coloro che, anno dopo anno, ci raccontano di come la loro passione per il cinema di genere fantastico sia nata proprio durante le nostre passate edizioni e ai più giovani che vorranno entrare a far parte del nostro mondo!
 
 
 
3. La 38esima edizione
 
Che mondo sarebbe senza il Fantafestival lo potete scoprire ironicamente all’interno dello spot che vede protagonisti i nostri Luca Ruocco e Marcello Rossi, girato con il supporto del regista Paolo Gaudio (premiato proprio al Fantafestival per il suo lungometraggio d’esordio Fantasticherie di un passeggiatore solitario).
 
Nel mondo reale, l’assenza del Fantafestival non porterebbe alla sparizione del fantastico dalla vita di tutti i suoi fan, ma di certo segnerebbe la scomparsa di una pagina importante nella storia della cultura italiana horror, fantasy e fantascientifica.
 
Se vorrete darci una mano a salvare la 38esima edizione del Fantafestival avrete la nostra eterna gratitudine e ci aiuterete a coprire le spese organizzative di base di questa nuova avventura che si svolgerà negli spazi del Nuovo Cinema Aquila, a Roma, per 5 giorni nel mese di Dicembre 2018.
 
Ma non basta: per ringraziarvi del vostro piccolo o grande contributo, il Fantafestival ha pensato ad un premio per ognuno di voi.
 
 
 
Qui il link alla campagna crowdfunding Kickstarter:
 
 
 
Qui il link al video su youtube:
 
Giunto alla XXXVIII edizione, torna il FANTAFESTIVAL con una nuova direzione artistica e aspetta il suo pubblico con l’ormai consolidata ricca selezione di film e cortometraggi indipendenti italiani e internazionali e tante novità: il primo fan film italiano dedicato alla saga cinematografica dei Ghostbusters, i nuovi film di Ruggero Deodato e di Luigi Cozzi, un documentario sul cinema di Michele Soavi, un film maledetto e molto altro ancora.
 
Il Fantafestival, in collaborazione con VIDEA, dedica un focus speciale a Suspiria di Dario Argento con la proiezione del restauro curato da Luciano Tovoli, già autore della cinematografia del film. Tovoli incontrerà il pubblico per presentare il lavoro di restauro e l'edizione in digipack distribuita da VIDEA.
 
Al via dal 5 al 9 dicembre la 38^ edizione del FANTAFESTIVAL (Mostra Internazionale del Film di Fantascienza e del Fantastico), che vede per la prima volta al timone della kermesse romana i due nuovi direttori artistici Marcello Rossi e Luca Ruocco, già da anni presenti nello staff organizzativo del festival, che stanno preparando per il pubblico un’edizione ricca di incontri, proiezioni in anteprima, eventi speciali e retrospettive.
 
Si comincia con un evento speciale che precede il festival vero e proprio: la sera del 30 ottobre presso il Multisala Barberini, il Fantafestival presenterà il nuovo film di Alberto Bogo: Terror Take Away, divertente commedia horror che mescola un’ironia sarcastica e a tratti demenziale con un’atmosfera da slasher movie. La proiezione romana del film, alla presenza del regista e dell’attrice Noemi Esposito, sarà un vero e proprio evento interattivo: durante la proiezione gli spettatori potranno infatti usufruire del kit Bogovision per vivere un’esperienza di realtà aumentata analogica e sentire gli odori delle scene clou.
 
L’1 e il 2 dicembre il Fantafestival si apre al Cinema Trevi con una retrospettiva dedicata al regista Alfonso Brescia, uno dei registi dimenticati nel panorama della produzione fantascientifica italiana che, seguendo la tradizione di tanti altri suoi colleghi dell’epoca, spesso si firmava con il nome straniero di Al Bradley. Brescia è stato attivo in quei magici anni ’70 in cui il cinema italiano di genere era all’apice della sua produzione, spaziando dal poliziottesco, all’erotico al genere avventuroso. Non poteva naturalmente mancare la fantascienza! Una vera saga sull’onda del successo di Guerre stellari con cinque film tutti proiettati in 35 mm: Anno zero - Guerra nello spazio, Battaglie negli spazi stellari, La guerra dei robot, Sette uomini d’oro nello spazio e La bestia nello spazio.
 
Il My Citiplex Savoy si riconferma casa della kermesse e si prepara a ospitare nei cinque giorni di Fantafestival un programma ricco di ospiti, proiezioni, presentazioni ed eventi.
 
Tanti gli incontri da non perdere! Luigi Cozzi (Star Crash - Scontri Stellari Oltre la Terza Dimensione, Paganini Horror) presenterà in anteprima italiana il suo ultimo film: I piccoli maghi di Oz, liberamente ispirato al romanzo “Il meraviglioso mago di Oz” di L. Frank Baum e interpretato da un gruppo di giovanissimi attori.
 
Un’altra proiezione da non perdere, organizzata in collaborazione con Nel Blu Studios, è Ballad in Blood, ultimo lungometraggio di Ruggero Deodato (Cannibal Holocaust, La casa sperduta nel parco), un violento thriller ispirato alla tristemente nota vicenda di cronaca nera dell’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia nel 2007.
 
Sempre Deodato sarà protagonista della presentazione del volume edito da Edizioni NPE contenente il trattamento inedito del sequel di Cannibal Holocaust, illustrato per l’occasione da Miguel Ángel Martín.
 
Claudio Lattanzi, regista di Killing Birds, presenterà in esclusiva il documentario Aquarius Visionarius, dedicato alla carriera cinematografica di Michele Soavi che Lattanzi ha avuto modo di seguire molto da vicino, essendo stato aiuto regista in due dei film cult di Soavi: La Chiesa e Deliria. Sempre in anteprima per il pubblico del Fantafestival, Lattanzi presenterà una clip esclusiva del suo ultimo lungometraggio ancora in lavorazione: l’horror Everybloody’s End, che vede nel cast Cinzia Monreale, Giovanni Lombardo Radice, Marina Loi e Veronica Urban.
 
Il XXXVIII Fantafestival vedrà anche il debutto romano del fan film del club Ghostbusters Italia: una produzione indipendente che per qualità della storia e degli effetti speciali ha ben poco da invidiare alla saga a cui si ispira.
 
 
Dopo il successo dello scorso anno, Andrea Marfori (Il bosco 1), torna ad essere orgoglioso protagonista delle proiezioni dedicate agli Z-Movies con il suo ultimo lavoro: Quest of Fear, horror di co-produzione italo-russa ambientato durante una notte di Halloween nella fredda Mosca. Una seduta spiritica organizzata per gioco si tramuta in un incubo senza fine, nel film di Marfori basato su fatti realmente accaduti, riportati all’interno di macabre leggende metropolitane moscovite.
 
Chi lo ha visto lo definisce “il film più letale mai realizzato” e sembra che, diversamente da tanti film che vantano una finta aura maledetta, Antrum abbia davvero al suo interno qualcosa di negativo e oscuro. Girato negli anni ’70 in California, il film ha avuto la sua unica proiezione pubblica nel 1988, a Budapest… una proiezione finita in tragedia, con il cinema distrutto da un incendio e numerose vittime. Nel corso degli anni ’80 altre morti misteriose hanno circondato il film, colpendo i pochi addetti ai lavori che lo avevano visto o che hanno tentato di programmarlo al cinema. Creduto distrutto per sempre, una copia del film è stata recuperata nel 2014 dai due registi Michael Laicini e David Amito, appassionati di cinema underground, i quali hanno deciso di riportarlo alla luce, confezionando un documentario di 15 minuti che accompagna il film. E per coloro che avranno il coraggio di guardarlo Antrum verrà proiettato per la prima volta in Italia al prossimo Fantafestival.
 
Partner ufficiale della XXXVIII edizione del Fantafestival è la casa editrice di fumetti Bugs Comics che, in collaborazione con la società P&Co, quest’anno ha prestato la matita e i pennelli di uno dei suoi autori di punta, Antonio Mlinaric, per la realizzazione della locandina ufficiale.
 
Il Fantafestival in collaborazione con VIDEA dedicherà una proiezione evento di Suspiria, in occasione dell’uscita digipack in edizione limitata. A presentare per la prima volta a Roma questa nuova versione da lui restaurata sarà Luciano Tovoli, autore della cinematografia di Suspiria che, oltre ad accompagnare il pubblico in questa nuova visione del capolavoro di Dario Argento, presenterà anche il libro-intervista Suspiria e dintorni, a cura di Piercesare Stagni e Valentina Valente, pubblicato da Edizioni Artdigiland. Lo stesso editore ha curato per VIDEA i contenuti extra presenti nel digipack