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Visualizza articoli per tag: Stan Lee
Il nostro incontro con Sara Pichelli, disegnatrice, fumettista e coideatrice di Ultimate Spider-Man/ Miles Morales. Sara è stata ospite di una giornata in omaggio a Stan Lee all'interno del progetto scuola "La Città Incantata" promosso da Regione Lazio e Comune di Roma, ideato da Progetto ABC Arte Bellezza Cultura e rivolto agli studenti delle scuole superiori. 
 
Intervista di Francesca Tulli 
Video di Chiara Nucera

Spider-Man: Un nuovo universo

Martedì 25 Dicembre 2018 10:34
Sfido chiunque a non conoscere l'Uomo Ragno: dal 1962, data della sua creazione ad opera di Stan Lee e Steve Dikto "l'amichevole Spider-Man di quartiere" è entrato nell'immaginario collettivo di tutti, perfino di chi non ha mai letto un solo “Marvel”. La sua inossidabile presenza negli albi a fumetti, i tre filoni cinematografici, le serie TV animate (nove), lo hanno consacrato come uno dei personaggi più popolari della pop culture. Tutti conoscono la storia di Peter Parker, morso da un ragno radioattivo, fotografo timido e sfigato senza il costume, eroe sagace con la tutina rossa e blu. Pochi conoscono invece la storia di Miles Morales, lo Spider-Man dell'universo alternativo Ultimate, creato nel 2011 da Brian Mendis e disegnato da Sara Pichelli dove tutto viene rimesso in gioco. “Spider-Man: Un Nuovo Universo” diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman ha lui come protagonista ci racconta le sue origini e apre tutte le porte dei multiversi della 'Casa delle idee'. Miles è diligente e popolare a scuola, suo padre Jefferson è un poliziotto, suo zio Aaron Davis è uno scapestrato. I suoi primi passi al college proseguono senza intoppi, per quanto abbia delle normali difficoltà di integrazione nella nuova classe, dove però una bella ragazza biondina sembra interessata a conoscerlo, quando un fatto casuale lo trascina nel vortice delle 'grandi responsabilità' di un supereroe. Suo il compito di ripristinare la realtà dopo che lo spietato Kingpin (lo storico villain Wilson Fisk) ha aperto un portale verso le dimensioni parallele per cercare di riportare in vita l'amata moglie Vanessa. È un esempio riuscitissimo di come un film fatto con questa tecnica possa portare le pagine di un fumetto sul grande schermo, letteralmente, talvolta meglio dei film veri e propri, uscendo dagli schemi delle classiche versioni animate tradizionalmente o 3D: i fondali ricchissimi di particolari, sono talvolta sfocati, a mettere in protagonisti in luce, esattamente come sulla carta. Le vignette con tanto di narrazione in prima persona, calcano le scene più importanti. Miles ha origini ispaniche e afro-americane, da qui lo spunto per disegnare attorno a lui un mondo di colori accesi al neon che sembrano usciti da una bomboletta spray, lo stesso protagonista ha l'hobby dei Graffiti. Allo stesso modo questo ha offerto lo spunto per la colonna sonora di James Cartwright che si è affidato al cantante pop e R&B Tyler Cole per il brano portante 'Way Up'. Nonostante il film sia pensato e adatto anche per i bambini, è dichiaratamente diretto agli adulti e agli appassionati. Al centro della vicenda una strana amicizia nata per caso, dove il mentore impara dall'apprendista e viceversa. Con la benedizione di Stan Lee, e la sceneggiatura di Phil Lord è riuscitissimo: rispetta i personaggi è ricco di citazioni pertinenti e sorprendentemente commuove.
 
Francesca Tulli
 

Spider-Man: Far From Home

Mercoledì 10 Luglio 2019 10:24

Gli Elementali, mostri giganteschi con poteri primordiali legati (come suggerisce il nome) ai quattro elementi, fuoco, aria, acqua e terra, minacciano il pianeta, orfano di Tony Stark, compianto in ogni angolo del mondo. Senza gli Avengers a proteggere gli esseri umani della minacce extraterrestri, Nick Fury si rivolge ad un nuovo alleato, un alieno Quentin Beck altresì noto, in futuro come Mysterio (Jake Gyllenhaal) furioso perché a suo dire, le stesse creature, responsabili per la morte della sua famiglia, hanno devastato la sua patria natia. Seguito diretto di Avengers: Endgame  (2019) diretto da Jon Watts come il precedente stand alone Spider-Man: Homecoming (2016) prosegue le avventure del sedicenne Parker nella sua terza incarnazione cinematografica, legata all’MCU, un contesto ben più ampio in cui, lo scenario, si allarga a macchia d’olio su infinite possibilità e combinazioni. Tutte le persone scomparse con lo schiocco di dita di Thanos (Avengers: Infinity War 2018) , il famoso “snap” sono riapparse prive di ricordi e con qualche anno in più dopo la sua sconfitta, questo fenomeno è stato chiamato effetto “blip”. “Blippato” come amano dire gli studenti, distrutto dalle perdite subite, dopo aver vagato nello spazio e nel tempo, Peter Parker (Tom Holland), vuole godersi la gita scolastica che prevede un itinerario europeo, alla scoperta della scienza e offre un’ ottima scusa per trovare il modo di dichiararsi a MJ, Michelle Jones (Zendaya) la ragazza più bella e sfuggente della classe. Per questo Spidey può sempre contare sulla solidarietà del suo amico Ned Leeds (Jacob Batalon) l’unico compagno di classe a conoscere la sua identità segreta. I fantasmi del passato però lo tormentano, così come la “grande responsabilità” di prendere il posto di Tony come suo erede, tra illusioni e fallimenti, il ragazzo si trova a dover fare i conti con i super problemi che lo affliggono (metaforicamente) dal 1962, quando Stan Lee e Jack Kirby crearono il personaggio, più amato e famoso della scuderia Marvel. Posando su una base pregressa di eventi complessa e valida, il film ha un tono scanzonato, divertente, ha il  tipico umorismo adolescenziale che fa presa sulle nuove generazioni, senza invalidare la credibilità dei personaggi originali. É stato realmente girato nelle città post distrutte e devastate in CGI a Praga, Londra  e senza perdersi l’occasione di sottolinearne la bellezza tipica che offre ai turisti nella nostrana bella Venezia. La colonna sonora, del maestro Michael Giacchino si arricchisce di canzoni popolari quali il “Bongo Cha Cha Cha” e una versione remix di “Amore di Tabacco” di Mina. Al centro della vicenda il valore della “verità” nella realtà specchio di una società in cui si crede solo a quello che si vuole. Commovente per certi aspetti (ottimo il retcon con i precedenti) fa sorridere e intrattiene. Come ormai spesso accade le scene post-credits sono due, la seconda ci affaccia letteralmente verso nuovi orizzonti.

Francesca Tulli

Spider-Man: No Way Home

Giovedì 16 Dicembre 2021 20:59

È il 1962 quando sull’albo a fumetti “Amazing Fantasy #15” Stan “The Man” Lee e Steve Dikto crearono il personaggio tuttora più popolare della Casa delle Idee Marvel: l’Uomo Ragno, Spider-man. Morso da un ragno radioattivo, dopo aver ottenuto poteri straordinari (tra cui quello di lanciare ragnatele e arrampicarsi) il giovane Peter Benjamin Parker diventa l’eroe del suo quartiere, ironico e sagace con la maschera, timido e introverso senza, si scontra con la sua condizione, cambia la percezione del “supereroe con superproblemi” e fa innamorare cinque generazioni, diventando nel tempo anche un’icona del cinema. Spider-Man: No Way Home di Jon Watts segna una tacca importante nella vita di chi ha seguito le sue storie fino ad oggi. Spider-man (Tom Holland) è stato smascherato, tutto il mondo conosce la sua vera identità, alcuni sono diventati suoi fan, altri gli gettano mattoni alla finestra, la sua popolarità è diventata un vero incubo, anche per il suo migliore amico Ned Leeds (Jacob Batalon) e la sua fidanzata Michelle Jones per gli amici M.J. (Zendaya). I tre ricevono una lettera di rifiuto per l’ MIT, nessuna scuola vuole immischiarsi nelle faccende ultraterrene, Peter da sempre ossessionato dal senso di colpa, si reca dal Doctor Strange (Benedict Cumberbatch) lo stregone che può risolvere ogni cosa, emanando un incantesimo per far dimenticare a tutti la sua identità segreta. Mosso dalla compassione Strange, decide di aiutare il ragazzo, ma l’incantesimo viene compromesso. Sul ponte di Brooklin compare un supercattivo, il Doctor Octopus (riprende il suo ruolo Alfred Molina), ed è solo il primo alla ricerca di Peter Parker ma tutto prende una piega inaspettata quando egli, proveniente da un altro universo, non riconosce il volto dell’eroe. “Da un grande potere derivano grandi responsabilità” e tutti meritano una seconda occasione, il personaggio principale è così tenero da generare simpatia anche nelle sue scelte più infelici. La sua crescita poterà nuova linfa alla continuità dell’MCU. Sulle note del compositore Michael Giacchino, il citazionismo è così pertinente da far dimenticare le ingenuità degli espedienti narrativi che portano al compimento della storia e la soffocante Cgi.  Frutto di una contesa durata anni tra Sony e Disney/Marvel Studios, dopo più di una decade passata a contendersi i diritti per la trasposizione, No Way Home è il premio per la costanza dei fan e il simbolo della pace che le due major hanno risolto a beneficio di tutti. La quadra tra una buona soluzione economica, vantaggiosa al botteghino, e la dolce dedica a chi ha perseverato nella speranza di vedere il più possibile, scegliendo di incentrare tutto intorno ad un bene che non si può comprare: i ricordi.

 

Francesca Tulli