Questo racconto è carta vetrata che escoria la pelle. Ruvido e spietato ma con aperture di estrema dolcezza e umanità. I personaggi godono di una scrittura puntuale, precisa che riesce a renderli indimenticabili. Uno fra quelli meglio caratterizzati è il baby sitter Carlino che rappresenta la madre accudente e il padre protettivo, la sorella e il fratello più grandi, il compagno di giochi. Agisce più ruoli, assorbendo e assumendo su di sé le dimenticanze di coloro che lo circondano, distratti o incapaci. Le tre bambine, guidate da una regia ferrea, sono perfette nell' incarnare tre età differenti. Linda, la più piccola, è investita da una maturità che non corrisponde alla sua età anagrafica. Per circostanze avverse è costretta a fare da mamma alla sua vera madre. Le parolacce che affiorano spesso sulla sua bocca non appaiono mai volgari ma assomigliano a preghiere che ripetute ad alta voce come mantra diventano un talismano per schermarla dai demoni.
La nonna è una figura ambigua in bilico fra l' amore e la premura per la figlia e la nipote e lo hybris che regala la ricchezza materiale di sentirsi in potere di comprare tutto, anche la felicità per sé stessi e gli altri. Non è mai stato così, non è mai così, non lo sarà mai.
Un film che oscilla fra due poli. Da un lato l'angoscia che suscita un racconto nero, cupo. Dall' altra parte sono molteplici i momenti in cui prevale una luce intensa e tutto diviene lieve, quasi magico. Una favola rosa.
Bellissima la ricostruzione del periodo storico nel quale sono ambientate le vicende. Gli anni novanta, con i vestiti glitter, i trucchi vistosi, le minigonne e gli outfit appariscenti. La colonna sonora che riprende le hit del periodo. Ligabue, Battiato aggiungono un tocco di poesia quando il racconto si fa più duro. Si citano anche fatti di cronaca che hanno segnato quegli anni. L' assassinio di Gianni Versace e la morte della Principessa Diana del Galles. Due avvenimenti che sono rimasti impressi nella memoria collettiva. Come per l' 11 settembre tutti siamo in grado di ricordare cosa stavamo facendo in quei giorni. Le tre bambine protagoniste della pellicola sono davvero brave. Si muovono in modo naturale. Mai forzato. Ben dirette da due registe che fanno trapelare la loro femminilità in molte delle loro scelte. Un racconto che parla di donne, di maternità, di figli che rimangono eterni bambini anche quando crescono e diventano a loro volta genitori. Il finale che rimane aperto è il trionfo della vita, la vittoria del bene che trova sempre un modo per mettere a tacere il male. Almeno per un po' ma a volte anche per sempre se si sceglie la libertà di vivere finalmente con spensieratezza la propria età e correre incontro alla felicità che sembra a portata di mano e ci viene a citofonare per farci scendere a giocare di nuovo.
Un altro elemento che riesce a trasferire quella particolare capacità dei bambini di trovare sempre una chiave di lettura della realtà che riesce ad aprire la porta giusta è quell' effetto speciale che fa apparire le stelline nel cielo, i brillantini intorno al body. Un pizzico di fantasia che ammorbidisce la durezza della situazione familiare complessa anche quando in apparenza sembra andare tutto bene.
Anche in presenza di una madre, un padre, una baby sitter speciale e un cane, in una casa stupenda con ogni comfort possibile si può nascondere il mostro pronto a far cadere tutto e tutti in un buco nero.
Virna Castiglioni