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Home » Recensioni » No Other Choice
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A 20 anni di distanza dalla precedente occasione, il regista Park Chan-Wook torna al Lido e porta la sua autorialità nel concorso di Venezia 82.
Lo fa adattando il romanzo The Ax di Donald E. Westlake, una dura critica dell'ideologia capitalista e consumista, in questo caso ambientata nella moderna Corea del Sud.
Il protagonista è Man-Soo, un dirigente di una cartiera che perde improvvisamente il lavoro in seguito a una ristrutturazione aziendale. In preda allo sconforto e per l'onta di essere disoccupato, elabora un diabolico piano per impedire a qualsiasi altro candidato di usurpare il suo posto di lavoro.
Famoso per l'iconica Trilogia della Vendetta (Sympathy for Mr. Vengeance, Oldboy e Lady Vengeance), Park Chan-Wook rimane fedele ai suoi temi di rivalsa sociale e personale, con delle situazioni che mettono sempre a dura prova ogni tipo di convenzione etica.
Se il motore delle opere precedenti erano soprusi e abusi prettamente personali, il nostro Man-Soo si scontra con uno altro modello culturale molto radicato in Estremo Oriente, cioè quello della propria immagine professionale. In un ambiente dove il confine tra vita privata e lavorativa sfuma inesorabilmente verso quest'ultima, risulta inevitabile perdere ogni orientamento morale di fronte a un'ingiustizia che scuote così nel profondo.
Anche se un contesto di questo tipo sembra distante da una società occidentale come la nostra, dove per fortuna è più semplice differenziare i vari aspetti della nostra vita, possiamo trovare una certa vicinanza con la massimizzazione dei profitti che anche qua ha messo radici. 
E' un protagonista che viene spinto sempre più ai limiti dalla mano abile del cineasta coreano. Il suo è un cinema che ama concentrare generi, unire dramma e umorismo senza soluzione di continuità, condito da sprazzi di violenza viscerale e improvvisa. 
Collante di questa unione è un montaggio sempre preciso e ritmato, che incastra con maestria una coreografia di situazioni surreali.
Questo No Other Choice è un film che trasporta in un turbine di circostanze assurde, si inventa e reinventa come i suoi personaggi. Siamo spronati a tifare per loro, ridere e a rimanere col fiato sospeso, sentendoci comunque parte di un ingranaggio lubrificato alla perfezione, e alla fine sono tante le immagini che affollano i nostri pensieri.
 
Omar Mourad Agha

 

  • Regia: Park Chan-wook
  • Paese: Corea del Sud, 2025
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 139'
  • Cast: Lee Byung-hun, Son Ye-jin, Park Hee-soon, Lee Sung-min
  • Valutazione: 4

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