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Home » Recensioni » "Cime Tempestose"
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11 Feb
Nell’aria fetida della brughiera nella contea dello Yorkshire, fin da piccola Cathy, sadica profittatrice prende alla lettera la folle idea del padre di trattare il suo protetto Heathcliff come un cane. Il bambino privo di prospettive, le ubbidisce, lo fa senza fiatare, affezionandosi alla sua padrona con l’intenzione di proteggerla da ogni male per tutta la vita e anche oltre. Così scardinando ogni pretesa di aderire fedelmente al testo di riferimento di Emily Brontë ci approcciamo ad una storia dove ribolle l’inquietudine della regista inglese, premio Oscar, Emerald Fennel, che con la sua lente morbosa (lo fu anche in Saltburn, 2023) ingrandisce (letteralmente) anche le gocce di sudore sulla pelle dei protagonisti per veicolare dei loro sentimenti, la nevrosi, che serpeggia già tra le pagine del capolavoro e passa qui, tra le pieghe della gonna della protagonista. L’autrice, regista e anche sceneggiatrice del film cede al piacere della riscrittura nel languore delle sue fantasie perverse su “Cime Tempestose”. Catherine, detta Cathy nella sua infanzia è pestifera : ride degli impiccati, tormenta la governate, sopporta la follia del padre padrone, Mr. Earnshaw (Martin Clunes) che di nobile ha solo il cognome, la disgrazia è ricaduta su di loro e non esiste redenzione. Heathcliff veglia su di lei è il suo compagno di giochi, il suo angelo custode e capro espiatorio delle sue punizioni. Da adulti sviluppano una naturale attrazione l’uno verso l’altra ostacolata dalle convenzioni sociali. Una cruda passione divorerà i due protagonisti fagocitati dalla loro brama di possedere tutto anche quello che non gli appartiene. Il ricco Edgar Linton (Shazad Latif) e la sua singolare sorella, Isabella (Alison Oliver) si stabiliscono come vicini di casa entrambi possono portare nuove prospettive per il futuro. La dimora dei Linton appare come una casa delle bambole (o la “Casa dei sogni” delle Barbie) una gabbia dorata dove entrambi resteranno a loro volta imprigionati.  Nelly (Hong Chau) la governate di Chaty, osserva e sposta i fili della trama spettatrice di un lontano e violento disastro. Una menzione speciale anche per i personaggi dei due servitori in casa Earnshaw, Zillah (Amy Morgan) e Joseph il macellaio (irriconoscibile Ewan Mitchell, famoso per il ruolo di Aemond Targaryen in House of the Dragon) il cast, fatto di pochi personaggi messi a fuoco (come nel teatro) ha dato la possibilità a tutti di avere un impatto sulla vicenda. Veniamo accolti dai brani che fanno da colonna sonora di Charli xcx, che propone brani pop appesantiti dalla gravità della solenne atmosfera da romanzo gotico (un’operazione simile venne fatta da Sofia Coppola per il suo Marie Antoniette, 2006). Gli abiti, couture non sono fatti per essere “storicamente corretti” bensì adattarsi alle immagini, la costumista Jacqueline Durran ha difeso questa scelta dichiarando: “Le nostre date sono tutte confuse nel senso che non stiamo rappresentando un momento nel tempo, stiamo solo scegliendo immagini o stili che ci piacciono per ogni personaggio”. Questa scelta così come quella del casting per età (di Margot Robbie) ed etnia (Heatfcliff non sarebbe abbastanza “dark skinned” per parte del pubblico americano) ha suggerito scalpore, scandalo e indignazione, polemiche (ri)cercate, che si trasformano in una scelta di marketing vincente per raccontare un film autoriale interessante che si fa manifesto di una sensibilità femminile e critica in quello che viene confezionato volutamente come film pruriginoso adatto alle coppie per San Valentino ma nasconde un adattamento che scuote le viscere e propone una suggestione spogliata della purezza dell’originale ma che mantiene l’intreccio centrale: prostrando a Heathcliff ai piedi Cathy. 
 
Francesca Tulli

 

  • Regia: Emerald Fennell
  • Paese: Regno Unito, Stati Uniti
  • Genere: Drammatico, Gothic Romance
  • Durata: 136
  • Cast: Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, Martin Clunes, Ewan Mitchell
  • Valutazione: 4
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