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11 Feb

Un racconto di una vita difficile ma portata avanti con la schiena dritta che si spezza ma non si piega e a testa alta. Paul Marquet è uno scrittore. Ha già licenziato il suo terzo libro ma la casa editrice è titubante. Le vendite non sono andate come speravano e uscire con un nuovo libro che ha per titolo "Storia di una fine" non fa ben sperare. Cosa fare? Gettare la spugna e rassegnarsi ad un piano b che non gratifica, seguire le orme del padre che ha vissuto bene materialmente ma con una insoddisfazione cronica interna per aver tradito sogni e desideri intrinsechi. Paul non ci sta. Si adatta, diventa flessibile, interpreta il ruolo che serve alla società. A giorni alterni è un traslocatore, un giardiniere, uno svuota cantine anche se il suo aspetto fisico lo tradisce. Magro, delicato con un paio di occhialini che rivelano la sua indole da intellettuale. Paul sopporta quanto male faccia stare lontano dai figli, non poterli raggiungere perché l' aereo costa troppo. A mani nude e senza rete comincia una strada in salita fatta di tariffe al ribasso, di algoritmi che decidono per lui, di dolori e rinunce sempre più pesanti. Ma cosa sarebbe la sua vita senza poter scrivere? Una sopravvivenza e nient' altro. La regia si sofferma sui dettagli, sui cambiamenti, sulle riflessioni intime che non si possono esternare e accompagna con una musica strumentale efficace la via crucis dell' uomo, del professionista, del padre. Un film che sembra parlare di una sola vita ma invece parla molto della società che abbiamo costruito un po' scientemente e un po' senza accorgercene. Una società che non vede il povero quando lo ha sullo stesso pianerottolo ma lo individua a distanza quando parte per un viaggio esotico. Invece in questo nuovo medioevo c'è chi vive di offerte, chi segna su un quaderno ogni uscita e spera in un' entrata che porti il bilancio perlomeno alla pari. Strepitoso l' attore protagonista che recita in sottrazione compiendo uno straordinario lavoro su sé stesso che lo porta a compiere per il personaggio che incarna una rivoluzione esistenziale. Non sara' più solo uno scrittore ma continuerà ad esserlo nonostante tutto quello che lo circonda. Un film che interroga lo spettatore e lo sprona costantemente a non fermarsi alle apparenze, a non valutare mai per l' aspetto chi abbiamo di fronte. Un racconto che riscopre anche l'arma potentissima della gentilezza, di chi offre anche un oggetto di poco valore ma che può fare la differenza per qualcuno. La regia non si avvale mai di sensazionalismi, non gioca mai con la sensibilità dello spettatore, non scivola mai nel patetico, non ricerca la commozione ad ogni costo. Espone i fatti e nei fatti mette tanto sentimento. Ogni gesto che l' attore compie è un monito a non giudicare, un pretesto per una riflessione che ponga l'essere umano sempre al centro.

Un film che sdogana soprattutto il difficile lavoro di scrittura, di chi sa molto bene che "finire un testo non significa essere pubblicati, essere pubblicati non significa essere letti, essere letti non significa essere amati, essere amati non significa avere successo, e il successo non offre alcuna promessa di fortuna".

Virna Castiglioni

 

  • Regia: Valérie Donzelli
  • Paese: Francia, 2025
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 92'
  • Cast: Bastien Bouillon, André Marcon, Virginie Ledoyen
  • Valutazione: 5
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