Un tema doloroso quello affrontato da Gelormini nel suo "la gioia" per traslare sul grande schermo una storia di recente cronaca giudiziaria. Gloria Rosboch fu brutalmente assassinata da chi aveva aiutato. Insegnante di lingua francese. Di mezza età, convivente ancora con gli anziani genitori credeva di aver incontrato finalmente l'amore e le aveva aperto il cuore. Quel desiderio che non aveva mai conosciuto per timidezza ma anche per l' educazione ricevuta un po' rigida e molto cattolica irrompe come un vento estivo che d' improvviso spalanca tutte le porte che sono rimaste socchiuse. Una vita lenta che prende un abbrivio fatale per un incontro infausto. Un cast eccezionale supporta la sceneggiatura che ha vinto il premio Solinas nel 2021. Fra tutti si staglia Valeria Golino che si imbruttisce, si mortifica per dare voce e corpo a quella donna rimasta un po' adolescente, fra le quattro mura, nella sua cameretta di ragazza. La regia avrebbe potuto partire dall' epilogo non dovendo celare qualcosa di noto ma sceglie di ripercorrere la vita tranquilla e serena dall'inizio. Prima che un tornado incontrato per caso mandasse in frantumi la vita di una brava persona, di una donna dimessa e gentile che si perdeva nelle pagine di Flaubert, sognando di vivere un giorno le stesse emozioni da romanzo.
Interessante la colonna sonora che riprende pezzi iconici che hanno fatto la storia della musica leggera. Quelle hit che sono state il sottofondo musicale di tante ragazze alle prese con i primi amori. Altrettanto interessante l' assenza di suono, il silenzio siderale che subentra quando avviene l' irreparabile a sottolineare il corto circuito della mente di chi sfrutta gli altri per proprio tornaconto e agisce senza tenere conto delle gravissime conseguenze. Lo spettatore assiste a scene di pura angoscia, trattiene il fiato, soffre con la protagonista che si immola come uno dei suoi amati conigli. Se la sua vita prima di incontrare il mostro era una gabbia dorata che la schermava dal mondo cinico e malvagio quella in cui verrà messa per estorcerle denaro da un duo che appare simile alla coppia collodiana del gatto e la volpe sarà invece ferrea e rugginosa. Gloria, che nel film muta in Gioia, è un Alice nel Paese delle meraviglie illusa, ingannata per finire gettata in un pozzo profondo come un rifiuto.
Un film che non fa sconti, non edulcora nulla ma ricostruisce con precisione uno dei delitti più efferati degli ultimi anni restituendo un po' di dignità a chi non avrebbe mai fatto del male a una mosca ma si è trovata intrappolata fra le spire di un serpente a due teste. Rende onore anche alla memoria di due poveri genitori colpevoli solo di troppo amore nei confronti dell' unica figlia, principessa di casa, colomba mai volata lontana dal nido.
Virna Castiglioni