Bisogna stare molto attenti quando si esprime un desiderio. E' questo il messaggio che trapela dalla pellicola che in chiave horror esplora la dinamica tossica che si instaura quando siamo convinti di essere giusti per una situazione o per una determinata persona e ogni nostro sforzo, ogni nostro pensiero è rivolto in quell' unica direzione, come se non fossimo più nemmeno in grado di respirare senza prima avere ottenuto quello che desideriamo. A tutti i costi. Senza mai mettere in discussione che non possa esserci un'alternativa.
Quello che conta è solo il nostro punto di vista. La nostra felicità senza tenere conto di quella degli altri. Siamo innamorati di qualcuno. Lo bramiamo. Non sentiamo ragioni. Spesso però siamo innamorati solo di una nostra proiezione e questo genera conseguenze drammatiche. Senza possibilità di ritorno o via di scampo.
Gli attori si muovono all' interno di una sceneggiatura stringata, ridotta all'osso. Qualcuno vuole a tutti i costi qualcun altro accanto a sè ma quando questo si realizza si vorrebbe tornare indietro perché non è quello che ci aspettava che fosse prima che si verificasse davvero. A questo punto non rimane che provare a fare di tutto per tornare indietro maledicendo se stessi per essere stati così poco attenti alle conseguenze che sempre ci sono quando si agisce. Come se ci fosse solo il proprio punto di vista e tutto il resto non contasse niente. Invece il contesto ma soprattutto l'altro da noi condiziona e influenza più di quanto si è disposti ad ammettere ed accettare. Il film è tutto giocato su uno schema troppo prevedibile. Le scene si susseguono ma non ci sono veri e propri colpi di scena. Si alternano passaggi più surreali che suscitano ilarità a momenti più tensivi ma il gioco è talmente semplificato che viene da pensare che un film vero e proprio sia troppo per un' idea così semplice e per uno script così elementare. Gli attori scelti sono però tutti in parte e la loro ottima recitazione è perfettamente in linea con i loro personaggi. Quello che manca è decisamente uno spessore che renda più empatiche le situazioni che invece rimangono in alcuni casi troppo scollate dalla realtà eppure non così distaccate da risultare solo divertenti. Un'altalena che non prende mai una sola direzione fino al finale che rompe definitivamente l'incantesimo nel modo più scontato pur lasciando con un senso di incompiuto come se non fosse tutto esplorato ma mancassero vari tasselli per rendere la storia ancora più spaventevole e terrificante. Sebbene si arrivi ad una conclusione la sensazione è quella che tutto sembri solo un gioco e anche le scelte estreme non siano del tutto senza soluzione. Anche se apparentemente quello che si mostra è l'opposto. Decisamene l'elemento più convincente rimane la recitazione al netto di una sceneggiatura che andrebbe resa ancora più incisiva per suscitare davvero orrore.
Bisogna stare molto attenti quando si esprime un desiderio. E' questo il messaggio che trapela dalla pellicola che in chiave horror esplora la dinamica tossica che si instaura quando siamo convinti di essere giusti per una situazione o per una determinata persona e ogni nostro sforzo, ogni nostro pensiero è rivolto in quell' unica direzione, come se non fossimo più nemmeno in grado di respirare senza prima avere ottenuto quello che desideriamo. A tutti i costi. Senza mai mettere in discussione che non possa esserci un'alternativa.
Quello che conta è solo il nostro punto di vista. La nostra felicità senza tenere conto di quella degli altri. Siamo innamorati di qualcuno. Lo bramiamo. Non sentiamo ragioni. Spesso però siamo innamorati solo di una nostra proiezione e questo genera conseguenze drammatiche. Senza possibilità di ritorno o via di scampo.
Gli attori si muovono all' interno di una sceneggiatura stringata, ridotta all'osso. Qualcuno vuole a tutti i costi qualcun altro accanto a sè ma quando questo si realizza si vorrebbe tornare indietro perché non è quello che ci aspettava che fosse prima che si verificasse davvero. A questo punto non rimane che provare a fare di tutto per tornare indietro maledicendo se stessi per essere stati così poco attenti alle conseguenze che sempre ci sono quando si agisce. Come se ci fosse solo il proprio punto di vista e tutto il resto non contasse niente. Invece il contesto ma soprattutto l'altro da noi condiziona e influenza più di quanto si è disposti ad ammettere ed accettare. Il film è tutto giocato su uno schema troppo prevedibile. Le scene si susseguono ma non ci sono veri e propri colpi di scena. Si alternano passaggi più surreali che suscitano ilarità a momenti più tensivi ma il gioco è talmente semplificato che viene da pensare che un film vero e proprio sia troppo per un' idea così semplice e per uno script così elementare. Gli attori scelti sono però tutti in parte e la loro ottima recitazione è perfettamente in linea con i loro personaggi. Quello che manca è decisamente uno spessore che renda più empatiche le situazioni che invece rimangono in alcuni casi troppo scollate dalla realtà eppure non così distaccate da risultare solo divertenti. Un'altalena che non prende mai una sola direzione fino al finale che rompe definitivamente l'incantesimo nel modo più scontato pur lasciando con un senso di incompiuto come se non fosse tutto esplorato ma mancassero vari tasselli per rendere la storia ancora più spaventevole e terrificante. Sebbene si arrivi ad una conclusione la sensazione è quella che tutto sembri solo un gioco e anche le scelte estreme non siano del tutto senza soluzione. Anche se apparentemente quello che si mostra è l'opposto. Decisamene l'elemento più convincente rimane la recitazione al netto di una sceneggiatura che andrebbe resa ancora più incisiva per suscitare davvero orrore.
Virna Castiglioni