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Sarà disponibile a partire dal 25 Dicembre 2025 su Prime Video Troppa famiglia di Pierluigi Di Lallo (Ambo, Nati 2 volte e Amici per la pelle), girato nel 2020 in piena pandemia e che, presentato all’Italian Contemporary Film Festival (ICFF) di Toronto, ha conquistato al Fara Film Festival i premi per il miglior regista e per la migliore colonna sonora.
Tra amara comicità e cinismo, lo spaccato sociale di un microcosmo familiare e le sue dinamiche complesse collocato in un 2020 che ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva e che vede nel cast Antonello Fassari, Daniela Giordano, Ricky Memphis, Claudia Potenza, Alessandro Tiberi, Riccardo Graziosi e il giovanissimo esordiente Pietro Santercole, con la partecipazione di Rocío Muñoz Morales.
Inverno 2020. In un piccolo centro abruzzese l’emergenza Covid-19 è solo all’inizio, circoscritta, apparentemente, a una sola zona d’Italia. Alfredo e Felicetta Buongarzone, commerciante in pensione lui e operatrice ecologica lei, entrambi vedovi ciascuno con un proprio figlio, Filippo e Giacomo, sono felicemente sposati da più di trent‘anni in seconde nozze, dalle quali è nata Maria Concetta. I figli maschi, ormai grandi e sistemati, vivono lontano. Giacomo è sposato con Samantha, artista di burlesque. Solo Maria Concetta è ancora a casa ma prossima al matrimonio con un facoltoso olivicoltore locale, Marcello. È arrivato il momento per i due coniugi di potersi dedicare a loro stessi e ai loro sogni. Approfittando di “Quota 100” Felicetta anticipa la pensione e con Alfredo progetta segretamente di cambiare vita, trasferendosi in Portogallo. Comunicano ai figli la loro decisione, il 29 Febbraio, compleanno di Alfredo e del nipotino Andrea, quando tutta la famiglia, come da tradizione, si riunisce per festeggiare. Ma una serie di colpi di scena porta alla luce molte verità taciute, egoismi e rivendicazioni.

Il regista dichiara: “Per raccontare questa storia, ho scelto uno stile ironico, sarcastico, a tratti struggente, ricco di sfumature nel caratterizzare i personaggi e di colpi di scena che deviano continuamente il corso della narrazione. Gli sforzi dei due ‚eroi‘, Felicetta e Alfredo Buongarzone, i genitori che sognano di emanciparsi dai figli, l’empatia per il loro sogno di iniziare una nuova vita in un ‚altrove‘ che consenta loro di realizzarsi oltre gli obblighi parentali, catapulta lo spettatore nel pathos: ‚riusciranno i nostri eroi a realizzare il loro sogno?‘“.
Prodotto da Alessandro Gatto, Giorgio Bruno, Mariella e Maurizio Tuccio, Troppa famiglia è una produzione Gatto Film, Explorer Entertainment e Variety Distribution in collaborazione con Germano Del Conte per ICTA.
Sceneggiato da Pierluigi Di Lallo, Daniela Giordano e Riccardo Graziosi, include nel cast tecnico-artistico il direttore della fotografia Rocco Marra, il montatore Angelo D’Agata e gli autori delle musiche Umberto Smaila e Silvio Amato.
Su Prime Video a Natale 2025, Troppa famiglia è distribuito da Showlab.
Un anime che accompagna lo spettatore in un viaggio disseminato di simboli, simbolismi, citazioni. Un percorso che cattura per il suo essere criptico e svelarsi piano piano ma mai del tutto. Una bambina dai lunghi capelli biondi appare come un angelo e custodisce gelosamente un uovo. Un ragazzo che gira con un fucile a forma di croce vorrebbe sapere cosa contiene l'uovo e perché è così prezioso. Sono domande destinate a non avere risposte come quelle che ogni essere umano si fa durante la vita. Il senso dell' essere venuti al mondo, di esistere, di essere parte di un universo che ci sovrasta ma ci contiene come una grande arca che ci porta in salvo da un diluvio universale. Nel racconto ognuno troverà la propria chiave per decifrare ciò che vede. I disegni sono accurati e riportano ad atmosfere vintage. L' anime porta la data del 1985 e solo oggi viene riproposto al pubblico con una versione restaurata in 4k. La colonna sonora così pervasiva che sottolinea ogni passaggio è quasi ipnotica. Una vera e propria immersione in un mondo altro che racchiude un segreto che si svela solo a chi è predisposto all'ascolto. Siamo soli in un mondo che ci vuole impegnati in battaglie che non hanno scopo e senso. Dobbiamo trovare un posto sicuro dove coltivare gli affetti, schermare chi si ama dagli attacchi esterni e non avere paura di affrontare l'ignoto che avanza minaccioso. L' anime è una grande metafora della vita. Rimane un mistero che non ha una soluzione unica per tutti. Per assolvere al compito ognuno deve preservare quello che trova facendo in modo di lasciare intatto quello che ha. Una lezione di umiltà e fascino che trascende le generazioni. Un messaggio universale che non conosce limiti di tempo. Sarà sempre attuale l' insegnamento di amore e cura che ognuno deve coltivare fino a quando è ospite della terra. Un puntino in una barca capovolta in una distesa infinita di acqua.
Virna Castiglioni
La regista iraniana Sepideh Farsi conosce una giovane donna che ama fotografare la sua città, Gaza, i suoi abitanti e tutto quello che subisce da decenni ma soprattutto continua a farlo anche dopo la recrudescenza di un' occupazione che sembra essere arrivata alla sua fase finale. Il racconto si snoda in un periodo lungo che va da aprile 2024 ad aprile 2025 fino al giorno prima della terribile notizia che vede questa ragazza palestinese e parte della sua famiglia annientata da una bomba sganciata in piena notte da un drone israeliano. Notizia ferale che arriva come un fulmine proprio quando se ne ha in serbo un' altra meravigliosa. Il film al quale la regista ha lavorato e che vede protagonista proprio l'amica palestinese è stato selezionato dalla giuria di uno dei più quotati festival internazionali. Cannes ospiterà la regista e la sua protagonista. Tutto svanito, tutto annientato dalla ferocia bieca di un conflitto annoso che travolge civili inermi come conseguenza collaterale di una guerra che mira a distruggere un popolo intero. Un genocidio in atto che non si arresta nonostante un moto di forte indignazione si sia levato da ogni parte del mondo. Il film è scandito da una serie di video chiamate. In ognuna la giovane Hassouna, ventiquattro anni e tutta la vita ancora davanti, appare sempre con un sorriso aperto e sincero che illumina lo schermo, lo buca e arriva allo spettatore come un pugno nello stomaco che si contrae pensando all' angoscia e alla disperazione di una vita sotto assedio. Apparentemente serena nonostante sia circondata dall' inferno. L' assedio e l' attacco israeliano con una occupazione massiva le ha già portato via per sempre molti familiari e amici. Forte, granitica, nella sua ferrea convinzione di dover resistere nella sua terra con il suo popolo e portare avanti da quella prigione i suoi sogni e i suoi desideri. Girare il mondo, fare la professione di fotoreporter che le piace ma tornare ogni volta alle sue radici nel posto che le ha dato i natali.
Un documentario che instilla nello spettatore la sensazione claustrofobica di non avere scampo. La ripetizione delle chiamate che costruiscono un lungo piano sequenza fanno immaginare cosa voglia dire aspettare, passare il tempo con l'incertezza, con la paura di un attacco, con la consapevolezza che scampare al pericolo è un connubio di fortuna e sorte benevola. È trovarsi nel posto giusto al momento giusto per schivare un tiro al bersaglio che non conosce pietà alcuna.
I colori del velo che indossa cambiano sempre, sono uno spiraglio di luce che illumina il volto di questa giovane e bella ragazza con una voglia di vivere che trascende il destino di essere nata in una terra contesa al confine con un popolo che, da perseguitato si è fatto a sua volta persecutore.
Virna Castiglioni
Progetto ambizioso nato da una poderosa raccolta di crowdfunding alla quale si è aggiunta la benedizione di Mike Flanagan che ne firma la produzione esecutiva. Il regista Chris Stuckmann del suo passato da youtuber riversa molto in questo primo lungometraggio. La protagonista della storia è Riley ella stessa una youtuber di un canale chiamato "Paranormal Paranoyds" che scova posti nascosti e abbandonati. Una sorta di incursioni urbex in luoghi dimenticati e silenti che, se interrogati a dovere, rievocano tanti segreti.
Il film è però diviso a metà. Una prima parte originale e promettente e una seconda decisamente più tradizionale dando l' idea che si sia puntato in alto ma poi si sia ripiegato su una narrazione più canonica per paura di volare troppo vicino al sole e rischiare di bruciarsi le ali.
È come se il film avesse una frattura. C'è una scissione. Sembrano due film diversi accostati e poi legati insieme.
All' inizio ci si concentra, con una marcata aderenza al verosimile, sul lavoro sul campo di youtubers con la passione per il paranormale. Ci si sposta mostrando la morte cruenta di quasi tutti i componenti del gruppo per arrivare al cold case sull'unico mancato ritrovamento del corpo della loro compagna Riley. Nella seconda parte, a distanza temporale di 15 anni, Mia, sorella della scomparsa diventa l' assoluta protagonista. È lei che non si arrende, non crede alla morte, indaga e infine scopre che aveva ragione. Per mettere in piedi questa investigazione si riunisce tutto quello che può creare disturbo e favorire il sorgere della paura nello spettatore ma non è sufficiente ad ottenere l' effetto sperato. Ad un certo punto e, pur con tutti i mezzi usati, l'evocato, il sinistro si svela, si palesa troppo platealmente. L' ombra diventa il diavolo, un cane segue la protagonista e tutto quello che rimaneva nascosto, nell' ombra appare e non crea più tensione. Tutto si stempera in una storia che non ha più mordente, non riserva più sorprese e come un soufflé che ha preso aria si smonta.
Rimane comunque qualche intuizione felice come utilizzare la commistione di più generi, assurgere a vero è proprio protagonista l' ambiente circostante, parlare di infanzia come momento cruciale per non sviluppare in futuro paranoie e ossessioni. Un inizio che ha pochi e buoni elementi ma che necessitano di un miglior collante.
Virna Castiglioni