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Già proiettato in varie sale del territorio nazionale a partire dal 18 Ottobre 2025, Italo Disco riprenderà nei prossimi giorni la sua programmazione “mirata” di nicchia e, contemporaneamente, sarà disponibile sulle maggiori piattaforme on line a cura di CG Entertainment, in particolare su CGTV.IT e su Prime Video Channel.
Prodotto da Sergio De Angelis, che ne firma anche la regia con la supervisione artistica di Pierfrancesco Campanella, è un’opera che si avvale di una serie di interviste ad addetti ai lavori, esperti e artisti per aiutarci a tracciare un quadro esaustivo di questo genere musicale, i cui brani di maggiore successo sono suonati e ballati ancora oggi oltre ad essere inseriti nelle colonne sonore di film e spot pubblicitari.
Il documentario rappresenta anche il pretesto per tracciare un quadro degli anni Ottanta (il periodo nel quale la dance nostrana è stata maggiormente diffusa) rievocandone eventi storici, tendenze culturali, mode, tic e manie.

Tra i cantanti presenti in Italo Disco vanno citati innanzitutto Gazebo (I like Chopin), Ryan Paris (Dolce vita) e Gary Low (You’re a danger), i quali arricchiscono il tutto con alcuni video musicali sulle note di loro brani più recenti, sempre rientranti nel filone da discoteca.
Altri colleghi che danno il loro contributo al lungometraggio sono Rosanna Fratello (che ha esplorato il filone dance con il brano Listen prodotto dai Fratelli La Bionda), Tiziana Rivale (tuttora vanta un grande seguito all’estero proprio con questo genere), Belen Thomas (vera e propria regina della musica da discoteca con Aire); oltre a Morena Rosini del gruppo Milk and Coffee e la mitica Jo Squillo, una delle protagoniste assolute nella scena musicale negli anni Ottanta/Novanta, e Claudio Simonetti, passato dalle colonne sonore “horror” alla dance “made in Italy” in qualità di produttore dei progetti Easy Going e Vivien Vee, oltre che autore del famigerato Gioca-jouer di Claudio Cecchetto. Altro “pezzo da novanta” è Ivan Cattaneo, cui si deve la rivisitazione dei brani dell’epoca beat in chiave disco.
Non mancano inoltre note di colore con le attrici Adriana Russo (che lanciò la canzone dance Capriccio) e l’ex Miss Italia Nadia Bengala, che tratteggia le mode del periodo. Preziose le testimonianze dell’art director Cesare Zucca, artefice del look dei maggiori divi di allora, e di vari esperti come l’autore tv Massimiliano Canè, il cantautore Dario Gay, i discografici Federico Gnocchi e Paolo Cassiano, lo scrittore Emanuele Pecoraro, il pittore Mario D’Imperio ed anche Mauro Goldsand, già produttore di Scialpi, altro divo degli anni Ottanta.
A fare da filo conduttore a Italo Disco, prodotto e distribuito da Parker Film srl, è il professor Fabio Melelli, docente universitario, considerato uno dei massimi esperti di musica e cinema di tutti i tempi.
Da Marzo 2026 arriva Dove nascono i silenzi, il nuovo intenso romanzo di Claudia Conte, pubblicato da Fall in Love. Un’opera che esplora le ferite invisibili delle famiglie: la violenza sulle donne, spesso all’interno delle relazioni affettive (in Italia nel 2025 sono stati registrati 97 femminicidi, di cui 85 in ambito familiare e 62 commessi da partner o ex partner), le dinamiche di controllo economico e psicologico (solo il 58 % delle donne ha un conto corrente personale), il bullismo e le fragilità giovanili che crescono nell’ombra di conflitti familiari mai risolti (Secondo Telefono Azzurro, sono stati 181 casi di bullismo e 24 di cyberbullismo, mentre oltre 2 ragazzi su 3 tra gli 11 e i 19 anni hanno subito almeno un episodio offensivo o violento)

Al centro del racconto, una famiglia apparentemente ordinaria: Carmela, madre affettuosa ma segnata da rinunce e silenzi; Salvatore, padre autoritario; Eugenio e Iside, figli che crescono in un clima di tensione trattenuta. Un episodio improvviso rompe l’equilibrio e costringe tutti a confrontarsi con verità rimaste troppo a lungo sommerse. Attraverso questa vicenda, il romanzo esplora la violenza domestica non solo come atto estremo, ma come processo fatto di microviolenze, umiliazioni, controllo economico e dipendenza. In parallelo, emergono il bullismo e le fragilità adolescenziali, spesso generate o amplificate da modelli familiari rigidi e da un’incapacità diffusa di ascoltare il disagio. I silenzi degli adulti diventano così terreno fertile per le insicurezze dei più giovani.
Arricchito dalla prefazione di Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, e dal contributo di Monsignor Antonio Di Donna, presidente della Conferenza Episcopale Campana, Dove nascono i silenzi richiama con forza alla responsabilità collettiva di educare, ascoltare e proteggere, affrontando temi che attraversano famiglie e nuove generazioni.
Realizzato con il patrocinio dell’Osservatorio Nazionale su Bullismo e disagio giovanile, di Federformazione e in collaborazione con il Centro Ricerche Etnoantropologiche CREA, il libro coniuga sensibilità narrativa e attenzione educativa, offrendo strumenti di lettura per comprendere le radici culturali della violenza e del disagio giovanile.
Apprezzato docufilm diretto da Pierfrancesco Campanella e dedicato a quel particolare genere musicale che negli anni Settanta ha cercato di nobilitare il rock tradizionale attraverso una fusione con la musica classica, Gli anni del Prog è ora su Prime Video Channel e CG tv.
Il rock progressivo ha rappresentato decisamente una rottura col sound del passato: basti pensare che i brani di durata tradizionale furono rimpiazzati da lunghe suite musicali che potevano arrivare ad occupare l'intera facciata di un disco LP, includendo influenze sinfoniche, temi musicali estesi, ambientazioni e testi fantasy, oltre a complesse orchestrazioni.
Molti brani progressive sono caratterizzati dall'utilizzo di tempi dispari e inconsueti, frequenti cambi di tempo e variazioni di intensità e velocità nel corso di uno stesso brano. E, soprattutto, dall’utilizzo di strumenti inusuali come l’organo Hammond, il moog e il mellotron.

Un'altra innovazione del genere è la presenza di testi di un certo spessore culturale, con riferimenti a figure od opere letterarie e teatrali, allusioni a fatti storici, con testi di difficile comprensione e a volte impenetrabili, con riferimenti alla mitologia, alle fiabe e alla religione. Senza tralasciare i riferimenti politici che rimandavano all’impegno sociale e alle lotte di classe di quegli anni.
La ricerca estetica si riflette sulla confezione del prodotto, all'epoca LP. In molti casi l'aspetto grafico assume una rilevanza particolare: sia per le illustrazioni, sia per particolari packaging del disco in vinile. Un esempio su tutti: la mitica copertina a salvadanaio del primo album ufficiale del Banco.
Da queste premesse, c’è materiale interessante e diversificato per poter gustare un documentario dedicato al rock progressivo di casa nostra, partendo da quello made in England.
Nel lavoro di Campanella sono intervistati alcuni degli artisti protagonisti dell’epoca , oltre ad addetti ai lavori, a giornalisti, critici musicali ed esperti. Per avere un quadro il più possibile esaustivo di una musica “alternativa” in un decennio “difficile”.
Tra i nomi coinvolti ricordiamo Vittorio e Michelangelo Nocenzi del Banco, Gianni Leone del Balletto di Bronzo, Livio Macchia dei Camaleonti, Paolo Siani de La Nuova idea, Gianni Dall’Aglio degli Area, Tony Esposito, Lino Vairetti degli Osanna, Gianni Togni, Tony Cicco dei Formula 3, Mauro Goldsand, Enrico Capuano, Ivan Cattaneo, Pietruccio Montalbetti dei Dik Dik, Claudio Simonetti dei Goblin, Natale Massara, James Senese dei Napoli Centrale. Oltre ai produttori discografici Matteo Pagano e Salvatore De Falco, al cinefilo Fabio Melelli, agli esperti Andrea Ungheri, Paolo Reale e Gino Saladini, agli scrittori Donato Zoppo e Nicola Iuppariello, ai giornalisti Fernando Fratarcangeli e Renato Marengo.
Prodotto da Sergio De Angelis per Parker Film, Gli anni del Prog, inoltre, è stato appena acquisito dalla Rai, che lo trasmetterà insieme ad altri documentari nei quali è coinvolto a vario titolo Pierfrancesco Campanella, a cominciare da C’era una volta il Beat italiano.