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The Invite - Il piacere e' tutto nostro

Martedì 15 Settembre 2026 23:06 Pubblicato in Recensioni
Confinati all' interno di una abitazione, in un perimetro angusto, in un bell'appartamento borghese i quattro protagonisti non abbandonano mai questo spazio ristretto eppure la regia è capace di non annoiare lo spettatore. The Invite tiene il ritmo per tutta la sua durata ed è già un gran bel risultato. Merito anche e soprattutto di una scrittura che delinea in modo preciso i soggetti che interagiscono sulla scena. Sono due coppie di vicini di casa alla prima cena di presentazioni ufficiali. Tutto parte come se fosse un semplice invito tra amici ma ognuno serba una personale opinione degli altri che verrà confermata o smentita oppure semplicemente sorprenderà lasciando spiazzati tutti quanti.
Il punto di innesco della trama sono i rumori molesti che provengono dal piano superiore e che sono inequivocabilmente riconducibili ai focosi amplessi della coppia invitata che infastidiscono ma anche fanno fantasticare i padroni di casa. Se Joe ha tutte le intenzioni di chiarire ma soprattutto di chiedere una tregua Angela è invece decisamente contraria e anzi invidia la sua vicina per avere notti così intense e poter provare un piacere che lei non si ricorda nemmeno più di avere sperimentato in passato.  Il sesso però è solo un pretesto, un modo per analizzare e comprendere le esigenze dell'altro, i bisogni, le richieste. I dialoghi sono sempre arguti e molto efficaci nel passare da un piano più leggero ad uno più profondo e mettono in evidenza pregi e difetti di una coppia borghese che si è molto amata, ha messo al mondo una figlia, si vuole ancora molto bene ma tutto questo è sepolto da mille altri problemi. Per Joe un lavoro infelice fatto per ripiego passando dal palco in una band ad un conservatorio per insegnare a ragazzi annoiati. Una scelta che non si vorrebbe avere dovuto compiere ma che ci si è trovati costretti a fare. Dall' altra parte per Angela impiegare il tempo cercando cuscini, lampade e tappeti è un' attività che si compie per non impazzire. Circondarsi di oggetti belli e di valore fa sentire protetti e realizzati ma quando si ha la possibilità di essere visti nudi da uno sconosciuto il benessere aumenta, l' autostima si innalza, ci sembra di avere ancora voce in capitolo, di non essere così trasparenti come per chi condivide con noi il talamo nuziale. Perché si sa che quando il tempo passa ci si accorge sempre meno del taglio nuovo di capelli, di una camicetta leziosa appena acquistata e si finisce per non dire più all' altro quanto lo amiamo ma soprattutto quanto ancora lo desideriamo sotto le lenzuola. Non si è cattivi, si è semplicemente distratti, dando tutto per scontato e niente in pericolo. Invece il senso sta tutto nella frase in apertura che la regista che è anche interprete inserisce come monito o semplicemente promemoria. Trattasi di un celebre aforisma di Oscar Wilde:  "Si dovrebbe essere sempre innamorati. Ecco perché non bisognerebbe mai sposarsi!". Un film grazioso che non mira a stupire con chissà quali sorprese, anche se un piccolo colpo di scena c'è ed è ben inserito nella trama, e nemmeno con particolari effetti speciali ma, forte di una scrittura solida, sa essere comunque convincente. Stimola la riflessione, fa sorridere, immedesimare. Molto indovinata la colonna sonora che accompagna i momenti importanti e i passaggi topici. Un quadro di vita familiare che nel microcosmo di un appartamento ricrea dinamiche che si possono riscontrare ovunque ci sia una coppia in crisi che ha solo bisogno di un aiuto per ritrovarsi e proseguire nella stessa direzione concentrandosi in una delicata esibizione al piano a quattro mani.
 
Virna Castiglioni

Couture

Domenica 30 Agosto 2026 22:10 Pubblicato in Recensioni
Una donna forte, un' artista, una madre, una combattente, una malata oncologica. Tutto questo è Angelina Jolie nel film "Couture". La regista prende in prestito il mondo della sartoria, l' atelier dove mani sapienti tagliano, cuciono, assemblano per trasformare l'idea di un creativo in un progetto concreto. Così come il chirurgo seziona il corpo ed estirpa il nodulo che fa impazzire il sistema. Ma il film racconta anche di chi cerca un futuro radioso andando lontano dal proprio Paese. Una giovane donna bellissima che punta sul suo aspetto per avere una rivincita sociale.
La terza coprotagonista è una make up artist, con il sogno di scrivere, che si esercita ogni volta che può come un allenamento costante che le consegni la vita che vuole davvero. Tanti ingredienti che però non fanno una buona torta. Angelina è intensa, carismatica, entra in scena e buca il video ma non è sufficiente. La regia è debole, sbanda, deraglia, non è ferma, decisa, convinta. È tutto sulle spalle delle tre protagoniste ma il resto è così labile da non lasciare traccia. Evapora come la nuvola di tulle che avvolge la giovane modella nera in apertura di sfilata.
Il film lascia con la sensazione di una buona idea ma con una fragile realizzazione. Forse troppa carne al fuoco che non cuoce bene. Tanti spunti interessanti lasciati solo in bozza come schizzi su fogli. Bozzetti che attendono di essere più definiti. Peccato per la prova intensa della Jolie che incarna se stessa. Non è possibile scindere il personaggio dall' attrice che ha condiviso con il mondo il suo percorso di prevenzione e cura.
Come è risaputo non è stata toccata direttamente dalla malattia ma ha deciso di sottoporsi a interventi chirurgici preventivi per scongiurare l'ipotesi di ammalarsi di cancro.
Stessa sorte toccata a Bianca Balti, top model italiana. 
Un film che non insiste mai sul vittimismo. Espone storie, le racconta con la levità di una falcata in passerella su tacco 12.
Forse ambisce a troppi risultati per finire per non portarne a casa nemmeno uno in modo convinto. 
 
Virna Castiglioni

One Night Only. Quando tutto è possibile

Domenica 30 Agosto 2026 22:06 Pubblicato in Recensioni
L' idea originale c'è, il cast di attori giusto anche, le musiche sottolineano le vicende in modo convincente, i dialoghi sono arguti, il ritmo riesce ad essere fluido per tutta la durata del lungometraggio che si mantiene entro tempi accettabili senza inutili lungaggini. Si ride, e anche molto, nonostante o forse proprio per il tema surreale trattato. Sulla carta della sceneggiatura un' azzardo, un esperimento. Invece il film funziona, diverte, fa anche pensare perché l' America puritana sia l' ambientazione perfetta per un' idea così moralistica e moralizzante. Il puritanesimo non si è mai estinto. Partendo da questo assunto il film riflette su un divieto imposto ai singles. Quello di fare sesso. A chi non è ufficialmente sposato e quindi legittimato a praticare l'intimità è possibile fare sesso, sempre e comunque protetto, solo un giorno all' anno o per meglio dire per una notte soltanto. Una notte brava dove tutto è  possibile per poi tornare nei ranghi e rigare dritto. Esiste una polizia moralizzatrice che è pronta ad intervenire e a punire, a castigare chi trasgredisce. I protagonisti però sono due giovani che vogliono di più. Lui vuole chiedere la mano alla fidanzata proprio nella notte più folle e lei invece sogna di incontrare il principe azzurro. Ma si sa che i piani non vanno mai come vengono pensati. Qualcosa si mette sempre di traverso. Se la di lui fidanzata ha tutti altri progetti e non proprio edificanti lei invece ha un obiettivo preciso con un' amica. Entrambi non realizzeranno i loro sogni romantici ma saranno e staranno ad inseguirli ed inseguirsi per tutto il tempo. Un tema scorretto che strizza l' occhio al voyeurismo del pubblico e mentre promette scene bollenti, che non ci sono, strappa più di una fragorosa risata. È tutto un susseguirsi di gag che sono create in modo intelligente e consentono più di una riflessione.
Alla fine anche gli inguaribili romantici avranno pane per i loro denti. Una commedia che fonde più generi e regala un piccolo grazioso film da gustare fino all'ultima posizione proibita. Da soli, in coppia, innamorati o disillusi per due ore da trascorrere in compagnia di fantasie da mettere in pratica per aggirare divieti. 
 
Virna Castiglioni

Supergirl

Martedì 30 Giugno 2026 22:00 Pubblicato in Recensioni
La solita contrapposizione fra bene e male così stiracchiata ed esasperata da fagocitare anche il poco resto che il regista infila nella trama. Quando l' azione si placa e il sole buono accarezza il viso di super girl un messaggio di speranza e un appello di pace e perdono prevale su tutto il male che lo ha preceduto. Se Superman ha goduto di tante pellicole era arrivato il momento per affiancargli una presenza femminile. Se una donna poteva correre il rischio di offuscare la memoria di wonder woman ecco che la soluzione appare logica. La cuginetta, una ragazza che ha perso i genitori, spedita in un altro pianeta portando con sé il bene che ha assorbito. Suo inseparabile compagno è il cagnolino Kripto. Lui era già diventato la mascotte del film con protagonista il supereroe maschile e in questa pellicola è il compagno inseparabile di questa dolce ragazza. Dolce ma tostissima, con due raggi laser al posto degli occhi e una forza che non teme rivali. Anche se potrebbe sembrare esile, fragile, piccola e sprovveduta non lo è affatto.
L' attrice è perfetta nella parte. Sostiene da sola il film e spicca sopra gli altri di un' abbondante spanna. È forte ma anche saggia, sorella maggiore e mamma tenera di un fagottino di pelo che è il vero movente di tutta l' azione. Krem delle Colline gialle, il perfido villain verrà sconfitto per aver avvelenato il figlio peloso e poi per tutto il male cagionato ad una ragazzina senza colpe.
Un film di supereroi con una supereroina che non avrà bisogno di tanto tempo per entrare nel cuore degli appassionati di fumetti ma che non sarà in grado di soppiantare le figure storiche, al netto di un' ottima interpretazione della sua protagonista. Gradevole, a tratti anche spettacolare ma con poco mordente. La protagonista è meglio di tutti gli altri e questo smorza la lotta fra bene e male, giusto e sbagliato appiattendo l' azione e banalizzando la trama. 
 
Virna Castiglioni