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IO SONO IL MALE intervista agli autori

Martedì 06 Aprile 2021 13:19 Pubblicato in Interviste
È da poco uscito per GM Libri IO SONO IL MALE, romanzo di esordio di Andrea Cavaletto, già sceneggiatore  per  cinema (Hidden in the Woods, A taste of phobia)  e fumetto (Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Tex), scritto a quattro mani con l’autrice Lisa Zanardo (Visioni d’amore color lilla, Ogni giorno un nuovo inizio) che da anni si batte perché la sclerosi multipla, malattia di cui è afflitta, trovi sempre più voce. Un lavoro originale per l’Italia che, attraverso il genere dell’home thriller e con enfasi simile a quella del racconto cinematografico, affronta la malattia, vissuta dentro e fuori di noi, e tutte le derive di un amore malato, senza farsi mancare simbolismi magici e ancestrali. Una storia che segna una fase inedita dell’esistenza della stessa Lisa che, attraverso l’alter ego della protagonista Stella, fa un percorso “durissimo, ma altrettanto necessario” capace di riflettere il proprio vampiro interiore perché, alla fine, come sostiene Andrea, “siamo tutti stati dei vampiri psichici, se non contro il prossimo, sicuramente contro noi stessi.”
 
 
Ecco cosa è uscito dall’incontro con gli autori
 
Lisa e Andrea, come vi siete scelti?
LISA: Io e Andrea ci siamo conosciuti per caso su Facebook solo qualche mese prima di iniziare a scrivere “Io sono il Male”. Ricordo che, dopo essere stata colpita da un suo commento in un post di un contatto comune, gli ho mandato una richiesta d’amicizia. Da quel momento abbiamo iniziato a chattare, realizzando fin da subito di avere una sensibilità e una visione delle cose molto affini. All’epoca stava uscendo il mio primo romanzo (“Visioni d’amore color lilla”) e, probabilmente, uno dei suoi innumerevoli lavori! Data la sua esperienza, mi è venuto spontaneo fargli leggere qualcosa di mio. In quei passaggi, Andrea ha riconosciuto uno stile di scrittura e un modo di raccontarsi estremamente compatibile con il suo, e di lì a poco, mi ha proposto l’idea di questo romanzo. Per lui avrebbe rappresentato l’occasione per rompere il ghiaccio con la narrativa tradizionale, realizzando anche il suo proposito di farlo con una storia che vertesse sulla malattia; per me, un valido approccio alla fiction, e l’opportunità di convertire il mio dolore più profondo in un lavoro unico e, al contempo, necessario per la mia vita. E così è accaduto.
 
Avevate un’idea precisa di dove volevate arrivare o la storia si è costruita strada facendo?
ANDREA: Avevamo un'idea ben precisa di cosa volevamo raccontare, ossia una storia di fiction, in specifico un thriller che mettesse a nudo l'ansia che accomuna moltissime persone nei confronti della malattia, sia psichica che mentale. Lisa è riuscita poi a rendere realistico e credibile il personaggio della protagonista, Stella Miani, scavando a fondo nel suo vissuto e nella sua condizione di lotta continua con la sclerosi multipla. Per il resto, in fase di scrittura procedevamo a definire capitolo dopo capitolo, fino ad arrivare al finale che avevamo accordato.
 
Il racconto si presta moltissimo ad una narrazione cinematografica, quanto il cinema e che tipo di cinema ha influenzato il vostro immaginario, in generale, ma soprattutto in riferimento a questo lavoro?
ANDREA: Credo che questa impronta arrivi principalmente da me, essendo che lavoro ormai da più di venti anni nel campo del cinema indie e nel fumetto, ho acquisito una certa formazione professionale che mi facilita nel dare alle mie storie il giusto ritmo cinematografico. Per questo romanzo avevo bene in mente film come Gone Baby Gone e serie TV quali The Affair e Big Little Lies. Ma, nella struttura, si riscontra anche un po' del cinema di Takashi Miike, in particolare Audition.
 
 
Com’è stato approcciarvi all’home thriller, soprattutto per Andrea essendo un genere di appannaggio femminile, ma anche tu Lisa che è il tuo primo lavoro su queste corde?
ANDREA: In fondo l'home thriller è solo un'etichetta commerciale per definire i racconti del brivido contorti e psicologici. Io sono conosciuto per essere particolarmente contorto e psicologico nelle mie storie, e in questo IO SONO IL MALE non mi discosto molto dalle mie tematiche.
LISA: Prima di passare attraverso un approccio metodico e guidato da indicazioni ben definite, la scrittura, per me, si manifesta come un’esperienza del tutto irrazionale. Quando mi sento satura di vita, nel momento in cui avverto quella forza dirompente dibattersi dentro di me, mi siedo davanti al pc e provo a conferirle un ordine, un senso, tramite un utilizzo funzionale delle parole. Detto ciò, per me non è molto importante di quale genere debba scrivere, quanto che senta di poter fare mia l’idea che dev’essere sviluppata, risultando quindi in grado di raccontare una verità. Considero il genere del thriller un’opportunità efficace per parlare liberamente delle zone oscure e delle fragilità insite in ognuno di noi.
 
La magia qui è uno degli elementi essenziali, perché l’avete resa funzionale e che tipo di approccio avete voi personalmente all’esoterismo?
ANDREA: L'esoterismo è un mondo ricco di misteri, e per questo mi affascina tanto quanto la psiche umana e la sociologia. È un elemento fondamentale delle mie storie, un argomento che affronto sempre con la giusta competenza e lucidità, cercando di non banalizzarlo mai. D'altronde, il legame tra magia e psicologia è fortemente interconnesso. Le basi della psicologia e della sociologia derivano in parte dalle scienze esoteriche di maghi e alchimisti del 1500, 1700 e 1800. Interessante e affascinante, no?
LISA: Sono da sempre affascinata da tutte le condizioni umane che non possono essere spiegate attraverso la ragione, perché, nel chiedermi cosa celino, scopro universi interi. Tutte quelle sfaccettature dell’essere umano che, a prima vista, passano inosservate. Approfondirne alcune, e viverle, mi ha arricchita tantissimo.
 
 
I personaggi appaiono anche fin troppo umani, cosa avete ritenuto non trascurabile nella loro caratterizzazione? Che tipo di lavoro avete fatto sulla loro costruzione?
ANDREA: Abbiamo studiato la storia e la psicologia di ogni singolo personaggio, compresi quelli secondari. Perché ciascuno di loro rappresenta un tassello fondamentale della storia e nessuno è messo lì per caso. Personalmente, essendo un individuo molto empatico, mi viene naturale immedesimarmi in tutti loro, cercando di capirne il vissuto e le differenti ferite che, essendo questa una storia sul male, accomunano tutti. Ho cercato di far entrare Lisa nel mio schema di lavoro mentale, essendo meno avvezza alla fiction e più portata a raccontare di sé stessa. Nonostante io sia un pessimo maestro, lei è stata fantastica nel recepire quello di cui i nostri personaggi avevano bisogno.
 
La malattia è un altro elemento portante, come mai avete scelto di renderla così centrale e parlarne proprio in questa chiave?
LISA: Come ho espresso in precedenza, Andrea immaginava che il suo primo romanzo ruotasse proprio attorno alla tematica della malattia per esorcizzare ed elaborare le sue paure a riguardo, e condividere questo prezioso meccanismo. Quanto a me, la faccenda tocca corde un po’ diverse. Cercherò di essere breve (quando dico così, penso che Andrea sospiri alzando gli occhi al cielo…!)
Non si parla quasi mai senza filtri di argomenti scomodi come la condizione patologica. Eppure, nelle rare occasioni in cui qualcuno lo fa, la gente stacca gli occhi da qualsiasi attività e ne è fortemente attratta… perché? Perché sensazioni come il dolore, la paura, la frustrazione, l’impotenza riguardano tutti e, soprattutto, caratterizzano la vita. La vita esiste anche quando è accompagnata da questi stati. Fanno parte di noi SEMPRE. La grande maggioranza delle persone impone a se stessa di chiudersi dentro una zona di comfort che in realtà non esiste, circoscrivendo ed etichettando a parte qualunque cosa potrebbe minarla. Gettare luce sull’esperienza del dolore, affinché la sua conoscenza permetta di integrare a livello sociale e legislativo tutti quanti, è una specie di scopo che porto avanti da una vita. La scrittura mi sta permettendo di farlo in maniera mirata e creativa.
 
Lisa, la protagonista è un po’ un tuo alter ego per certi aspetti, addirittura nella copertina si trova una tua risonanza magnetica, cosa c’è maggiormente di te? E come hai vissuto il parlare di te attraverso di lei?
LISA: Ho ideato Stella fornendole come unico background la mia parte oscura. Quella che coincide col dolore procuratomi dall’avvento della sclerosi multipla, ma non solo. La mia protagonista è il frutto di tutta la sofferenza che ho dovuto mettere da parte per sopravvivere, del dolore che non avevo ancora avuto il tempo e lo spazio per capire ed elaborare. Il momento giusto è stato la stesura di “Io sono il Male”. Scriverlo ha sancito l’inizio di una fase inedita della mia esistenza. È stato durissimo, ma altrettanto necessario.
 
 
L’aspetto psicologico è preponderante quando si affronta il tema dei vampiri psichici. È un thriller vissuto scandagliando le fragilità umane, prima ancora che il peso fisico di una malattia. Quanta espiazione e quanta colpa passano attraverso il concetto di dolore che ci avete raccontato?
ANDREA: Il vampirismo psichico è un argomento che ritengo molto interessante, ed è per questo motivo che ho voluto svilupparlo. Inoltre, credo si possa effettivamente correlare alla malattia, poiché, secondo varie teorie, spesso il male fisico non è altro che una conseguenza di quanto la nostra psiche stia soffrendo. E, tante volte, sono gli altri che ci fanno soffrire, volutamente o meno. Ma, se poi ci guardassimo bene dentro, vedremmo che fondamentalmente i primi a farci e a fare del male siamo proprio noi stessi. Credo che, almeno una volta nella vita, siamo tutti stati dei vampiri psichici, se non contro il prossimo, sicuramente contro noi stessi.
LISA: Attraverso i personaggi di “Io sono il Male" vengono passati in rassegna moltissimi percorsi di dolore che definiscono una vita umana vissuta sinceramente e appieno. Senza risparmiarsi. Sono del parere che esercitiamo e subiamo il vampirismo psichico rispondendo a differenti bisogni ben precisi, che rivelano attitudini ugualmente responsabili. Anche la vittima del vampirismo psichico, in molti casi, all'inizio e nel profondo, sente in che cosa si sta imbattendo. Non può farne a meno, perché ha la necessità di vivere il suo “vampiro" per far affiorare, e sanare, ferite, che, se affrontate, le permetteranno di andare oltre… vero, Stella?
 
Chiara Nucera
 

ITA "I TIPICI ANORMALI" Road Movie musicale di Federico Angi

Lunedì 05 Aprile 2021 20:11 Pubblicato in News
Di prossima uscita ITA I Tipici Anormali, film indie di Federico Angi girato in varie location italiane con cast e maestranze internazionali.
 
“Un filosofo una volta si chiese : siamo umani perché osserviamo le stelle o le osserviamo perché siamo umani? Quesito sterile, le stelle poi osservano noi?” questo è quello che si domanda ma allo stesso tempo si augura il regista Federico Angi, per il suo nuovo lungometraggio “Neoirrealista”. Si tratta di “ITA I Tipici Anormali”, commedia dell’assurdo che pone tra le sue sotto-tematiche una particolare attenzione all’ecologia e all’ambientalismo. Basta pensare che i cognomi dei quattro protagonisti richiamano quelli di alcuni esemplari della specie animale; o al fatto che ci sono differenti aiutanti magici, soggetti all’antropomorfismo faunistico, animati o inanimati, che conducono i nostri personaggi al proprio idillio. 
Questi elementi e molte altre curiosità, tra cui l’importante location del Piccolo Circo dei Sogni di Paride Orfei a Peschiera Borromeo, sono stati ampiamente sviscerati all’interno di “The Mistery of ITA” sempre di Federico Angi, making of  di ITA. 
 
 
Oltre 200 partecipanti che provengono letteralmente da mezzo mondo. Tra questi: Miriam Cossar, Marta Bison, Nicholas Celano, Matteo Poletti, Federico Zanetti, Riccardo De Luca, Cristina Castigliola, Enrico Ravano con la straordinaria partecipazione di Monica Pariante & Stefania Colangelo. 
 
Per maggiori informazioni consultare 
 
 

Strepitosamente… flop su CG TV

Mercoledì 24 Marzo 2021 18:09 Pubblicato in News
CG TV è un canale completamente nuovo e interamente dedicato al meglio del cinema italiano e internazionale, disponibile gratuitamente per tutti i possessori di una Smart TV Samsung, grazie all’applicazione Samsung TV Plus. L’applicazione Samsung TV Plus è disponibile su tutti i modelli di Smart TV Samsung prodotti a partire dal 2016. Samsung TV Plus offre agli spettatori un accesso diretto a top news, sport, intrattenimento e molto altro. È 100% gratuita e non sono richiesti download, registrazioni, carte di credito o sottoscrizioni.
 
 
Tra i film in programmazione questa settimana (Venerdì 26 marzo in seconda serata e Domenica 28 Marzo alle ore 1.00)  c’è Strepitosamente… flop, l’originale pellicola scritta e diretta da Pierfrancesco Campanella, recentemente rieditata in dvd da CG Entertainment. Una simpatica commedia agrodolce, tra il surreale e il grottesco, dove vengono garbatamente messi in ridicolo tic, mode e manie di fine anni Ottanta. Un periodo storico da molti definito, col senno di poi, “mitico”, anche se, rivedendo oggi il film, ci si può rendere conto che le cose non siano cambiate così tanto, se non in peggio. La difficoltà di inserimento dei giovani nel mondo lavorativo, le diete miracolose, le sette pseudoreligiose, le truffe mediatiche, l’istinto di privilegiare l’apparire all’essere, la smania del facile successo sono solo alcune delle tematiche trattate dal regista che, sotto forme diverse, sono più che mai attuali. Un lavoro corale, impreziosito dalla splendida fotografia di Roberto Girometti, ricco di personaggi atipici e di divertenti caratterizzazioni. Un cast di interpreti quanto mai variegato: dalla bellissima e intensa Dalila Di Lazzaro, a detta di molti  qui in una delle sue migliori performance sul grande schermo, a Urbano Barberini, da Claudia Cavalcanti a Yvonne Sciò, da Adriana Russo a Rossana Gavinel. E, inoltre, Emy Valentino, Giovanna Rotellini, Gabriele Gori, Claudio Maria Pascoli, Enzo Saturni e Lamberto Consani. Tra le partecipazioni speciali, quella di Pasquale Africano, l’indimenticata “guardia giurata” del programma tv Forum, e di Aiché Nana, protagonista di un clamoroso spogliarello in un night romano ai tempi della “Dolce vita”. Senza contare l’exploit della effervescente e imprevedibile rock-star Donatella Rettore, qui nelle sole vesti di attrice brillantissima. All’epoca dell’uscita di Strepitosamente… flop nelle sale, alcuni critici la paragonarono addirittura alla grande attrice americana Shirley Mc Laine. “La cosa che mi ha letteralmente sorpreso – ha dichiarato il regista Campanella nei giorni scorsi – è la reazione positiva che ha suscitato il mio film dopo tanti anni. Persino Dagospia lo ha definito una pellicola di culto”.
 
Tra i film previsti nella programmazione di CG TV ve ne sono anche altri due dello stesso Pierfrancesco Campanella: i discussi thriller erotici Bugie rosse e Cattive inclinazioni, che tanto scandalo suscitarono ai tempi della loro uscita nelle sale.
 
La Cinema Mundi Cooperativa Onlus, ente gestore del Nuovo Cinema Aquila, è orgogliosa di presentare, nell’ambito di NCA Festival, la seconda edizione di: FREE AQUILA Festival – Concorso di Cortometraggi, festival dedicato ai cortometraggi indipendenti senza esclusione di genere o temi.
Il Festival si svolgerà dal 27 al 31 Marzo 2021 in streaming, sulla piattaforma FESTHOME. Ogni giorno saranno caricati 5 cortometraggi che resteranno disponibili gratuitamente sulla piattaforma per 24 ore. Ogni sera, sulla pagina Facebook del Nuovo Cinema Aquila, i 5 registi presenteranno le loro opere.
 
 
2TH FREE AQUILA FESTIVAL - CONCORSO DI CORTOMETRAGGI
Siamo consapevoli che un festival in streaming non potrà mai sostituire la forza e l’importanza della sala cinematografica, tanto più per un festival come questo, il cui obiettivo è sempre stato quello di creare un luogo di contaminazione tra i giovani addetti ai lavori del mondo indipendente romano e non solo.
Speriamo quindi di poter tornare presto a fare quello che sappiamo fare meglio, con la promessa che, appena possibile, Free Aquila avrà un’intera giornata dedicata, in cui saranno mostrati tutti i 20 documentari selezionati in sala.
 
I premi assegnati saranno tre:
Premio della giuria di qualità, Premio digital del pubblico (con votazione sulla piattaforma FESTHOME) e Premio del Nuovo Cinema Aquila.
La giuria di qualità sarà formata dai 3 registi vincitori della scorsa edizione del Free Aquila: Maria Iovine, Lorenzo Silano e Riccardo Ceccherini e presieduta dal regista Brando De Sica; il premio del pubblico verrà assegnato sommando i voti online e il premio del Nuovo Cinema Aquila sarà scelto dall’organizzazione e dal direttore artistico del cinema Mimmo Calopresti.
 
I cortometraggi vincitori saranno proiettati rispettivamente per un minimo di 14 giorni in apertura di un lungometraggio scelto dall’organizzazione del Festival, compatibilmente alla programmazione 2021-2022 del Nuovo Cinema Aquila.
 
SABATO 27
ore 21.00
‘Pucundrìa’ di Erica De Lisio – 20’
‘Pâtisserie De Jeunesse’ di Gianmarco di Traglia – 13’
‘Indimenticabile’ di Gianluca Santoni – 20’
‘Innermind’ di Lea Borniotto – 9’
‘Sette Metri e Mezzo’ di Lorenzo Nucci – 17’
 
DOMENICA 28
ore 21.00
‘Venere è un ragazzo’ di Giuseppe Sciarra – 15’
‘J’ador’ di Simone Bozzelli – 15’
‘Zulu Rema che ha imparato a volare’ di Gaia Vianello – 15’
‘Cuore di calce’ di Dario Aita – 20’
‘Alba’ di Samantha Cito – 4’
 
LUNEDì 29
ore 21.00
‘Novecentonovantanove’ di Lorenzo J. Nobile – 13’
‘La promessa’ di Daniele Esposito – 15’
‘Anche gli uomini hanno fame’ di Gabriele Licchelli/ Francesco Lorusso/AndreaSettembrini 15’
‘La Napoli di mio padre’ di Alessia Bottone – 20’
‘Brillo’ di Ramona Pistilli/Ylenia Monti/ Marta Abbondanzieri – 10’
 
MARTEDì 30
ore 21.00
‘Oltre la crosta’ di Vanjia Tognola – 8’
‘Ferroada’ di Bruno Mello Castanho – 25’
‘Io sono Alda’ di Flavia Coffari – 8’
‘Star’ di Stefano Clari – 12’
‘Blue’ di Francesco Therese – 15’
 
MERCOLEDI’ 31
ore 21.00
Premiazione e proiezione dei cortometraggi vincitori
 
NCA Festival è un’iniziativa realizzata con il contributo del Mibact Direzione Generale Cinema